Ansia nelle situazioni o relazioni troppo chiuse o troppo aperte.

ansia

L’ ansia nelle relazioni troppo chiuse o troppo aperte.

ansia

Ansia è un’altra parola cosidetta “valigia” perché dentro ci possiamo trovare un po’ di tutto.

Io qui mi occupo dell’ansia non in senso medico o psicologico, ma più che altro sempre in un ottica di crescita e l’ansia ci dice sempre che  ci sono degli aspetti della vita che dovremmo rivedere. 

Chi più chi meno, un po’ tutti oscilliamo tra situazioni che sentiamo strette, chiuse, compresse, solide, pesanti e senza via d’uscita,

(Claustro_fobia : paura o ansia per gli spazi chiusi/stretti.)

ad altre che sentiamo larghe, aperte, liquide/gassose e senza punti di riferimento.

(Agora_fobia: paura o ansia per gli spazi aperti/larghi.)

Nel primo caso sperimentiamo soffocamento, nel secondo smarrimento: in tutti i casi proviamo ansia.

Le persone iniziano percorsi di crescita perchè partono, quasi sempre, da situazioni strette, situazioni che sentono non essere più nutrienti, situazioni che sentono essere soffocanti.

Può essere che sentiamo stretta la vita in generale, oppure un lavoro, una relazione di coppia, con i figli, un progetto e qualsiasi altra cosa possa venirti in mente, non ultima, spesso, è la relazione con noi stessi che sentiamo stretta.

Quello che succede però è che quando iniziamo ad allontanarci dalla situazione claustro_fobica iniziamo a sentirci smarriti, spaesati e spaventati: non abbiamo più punti di riferimento e sentiamo forte la spinta a tornare indietro.

Questo è probabilmente la parte più importante e sottovalutata di ogni processo di cambiamento, mi spiego meglio: noi vorremmo magicamente passare da una situazione ad un altra, saltando a piedi pari la fase di transizione, perchè?

Perchè facciamo difficoltà a sostare nell’incertezza, abbiamo paura dell’ignoto e vorremmo che nella nuova situazione siano ancora presenti i vantaggi che comunque avevamo in quella precedente.

ansia

La transizione è il periodo più difficile e non possiamo prevedere prima quanto potrà durare, qui serve farsi legare all’albero maestro come fece Ulisse per resistere al canto delle sirene.

Come “cantano” le sirene?

Cantano canzoni nostalgiche, canzoni che dicono come era bella la situazione dalla quale vorremmo distanziarci e quanti vantaggi ci dava, non era poi così male, no? Allora perchè volerla cambiare?

Quello che le sirene non ci cantano e ci tengono nascosto sono invece i limiti che c’erano, le ristrettezze e le difficoltà.

Qui siamo nel regno dell’ambivalenza e dell’indecisione.

Questo è il momento più importante, difficile e sottovalutato, il momento decisivo nel quale si vede quanto siamo convinti, quanto siamo decisi, quanto riusciamo ad usare la nostra sana aggressività.

Se non abbiamo ben chiaro il nostro progetto, cosa ci guida, quali sono i valori e le convinzioni che abbiamo e che tipo di vita vogliamo vivere, allora qui torniamo indietro, accampando mille scuse e accuse, spesso attribuite agli altri e quasi mai a noi stessi.

Concludendo, come spesso faccio notare, la crescita non è un passare da un opposto ad un altro, in questo caso passare da situazioni chiuse ( soffocamento ) ad altre aperte ( smarrimento ), ma piuttosto si tratta di un bilanciamento, di una integrazione degli opposti, possiamo dire che:

posso stare in situazioni chiuse, senza sentirmi soffocato,
posso stare in situazioni aperte, senza sentirmi smarrito.

Come si fa?

-Mentre sto nelle situazioni chiuse ho un metodo, una visione, un modo di fare etc, che fanno in modo che la situazione “chiusa” sia in un continuo rinnovamento.

-Mentre sto nelle situazioni aperte/incerte conservo dentro di me dei punti fermi, dei valori, dei principi che sono come una bussola che mi permette di navigare acque sempre diverse senza spaventarmi, senza scappare e senza distruggere.

Quello che succede più spesso in realtà è che scappiamo dalle situazioni chiuse/compresse senza trasformarle, senza darci il tempo della transizione.

Le facciamo saltare per aria, le distruggiamo come bambini capricciosi che si sono stancati di un giocattolo; poi ne ricostruiamo di nuove, salvo accorgersi dopo un pò che tanto nuove non sono, se non in superficie, e la giostra continua a girare.

La vita è un continuum tra le polarità, un continuo fluire, un continuo passare dalla certezze, dalla solidità, dalla terra alle incertezze, alla liquidità , al cielo.

Proprio nel vuoto, proprio nel cielo possiamo trasformare le cose, rinnovarle, rivederle, ricombinarle, una volta fatto questo possiamo tornare alla terra con nuovi progetti e visioni, che a loro volta diventeranno ancora stretti, quindi pronti per altre trasformazioni.

L’ingrediente che più di tutti ci manca e che va “allenato” e rinforzato è la capacità di far morire i vecchi equilibri,

ansia

la capacità di metterli in discussione, la capacità di prevedere, prima che ci scoppino in mano, che anche nel massimo del loro fulgore hanno già i semi/segni di cedimento.

Se senti la spinta a metterti in viaggio, vuoi far morire il bruco e diventare farfalla, contattami senza indecisione 😊: non sai cosa potrà succedere, mentre sai benissimo cosa succede se continui a non fare niente.

Link per approfondire.

1) https://effettozen.com/trasforma-i-pesi-in-ali-per-volare-sos-relazioni-riciclo-emozionale-in-pratica/

2) https://effettozen.com/sos-relazioni-la-base-i-tre-punti-fermi-riciclo-emozionale/

3) https://effettozen.com/sos-relazioni-riciclo-emozionale/

Paride Galavotti

Cell. 3332208735

mail. coaching@effettozen.com

Skype. paridegalavotti

 

La rottura di una relazione d’amore : S.o.S. Relazioni [ Istruzioni per rendersi infelici ” 1 ]

la rottura di una relazione d'amore

S.o.S. Relazioni : ” Istruzioni per rendersi infelici ” 1

“La profonda tristezza per la rottura di una relazione d’amore. “

la profonda tristezza per la rottura di una relazione d'amore

“Resistete alla ragione, alla memoria e ai vostri migliori amici, che con le loro parole vi vogliono far credere che la relazione fosse da tempo mortalmente malata, e che troppo spesso vi siete chiesti in qual modo avreste potuto fuggire da quell’inferno. “

“Non credete assolutamente che la separazione sia il male di gran lunga minore. “

“Persuadetevi instancabilmente che questa volta un serio e leale “ricominciare da capo” porterà a un risultato magnifico ( non sarà così ). “

“Fatevi trascinare da una considerazione eminentemente logica: se la perdita dell’essere amato addolora così atrocemente, quale gioia sarà dunque il ritrovarsi ! “

“Isolatevi dai vostri simili, rimanete in casa, nelle immediate vicinanze del telefono, pronti per l’eventuale sopraggiungere del momento felice. “

“Se l’attesa dovesse essere per voi troppo lunga, allora una millenaria esperienza umana vi consiglia di riallacciare una identica relazione con un partner del tutto simile al precendente, per quanto diversa possa sembrare all’inizio. “

( P. Watzlawick. Istruzioni per rendersi infelici )

S.o.S. Relazioni è una consulenza breve, anche on-line

 

S.o.S. Relazioni: “Crisi di coppia Problemi con i figli?”[ Come superarla in 3 semplici mosse.]

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S.o.S. Relazioni: “Crisi di coppia Problemi con i figli?”[ Come superarla in 3 semplici mosse.]

 

Quest’articolo in realtà ha lo scopo di andare contro tutte le pubblicità che vogliono farci credere  sia possibile affrontare le crisi di coppia problemi con i figli come fossimo dei robot o dei bambini, con istruzioni standard e banali valide per tutti e in tutte le situazioni.

La verità è che noi tutti siamo complessi e lo sono, di conseguenza, anche le nostre relazioni.

Cercare di migliorare le relazioni, superare le crisi di coppia i problemi con i figli seguendo un manuale di istruzioni è solo un modo sicuro per lasciare tutto com’è:  è solo una perdita di tempo perché si rimane in superficie. °

Faccio un esempio generico:  ho un “problema” con mio figlio, o penso di averlo.

*Posso affrontarlo  rimanendo in superficie e difficilmente cambierà qualcosa o più facile che peggiori.

*Posso affrontarlo andandoci più dentro, più in profondità e, più facilmente, otterrò dei risultati migliori.

Il tentativo di questi approcci ” 3 mosse” di semplificare la complessità è corretto come intento perchè, se non si semplifica, è difficile capirci qualcosa e muoversi nel modo giusto.

Il problema è che semplificare nella direzione sbagliata non farà che aumentare le difficoltà e la complessità percepita.

In questo caso, invece di andare un po’ più in profondità, ci ritroviamo ancora di più in superficie.

( Sia chiaro che la soluzione non è neanche solo la profondità: come dico sempre, si tratta di trovare un bilanciamento o un’oscillazione tra i due estremi, ma questo è un aspetto che approfondiremo )

Semplificare è giusto se ci porta più in profondità e ci aiuta a vedere veramente quello che si muove nelle varie relazioni e interazioni.

Quando vogliamo seguire le istruzioni da manuale otteniamo questo:

1) non siamo presenti: ci siamo ma non ci siamo perchè stiamo cercando di ricordare e mettere in atto le istruzioni ;

2) non siamo naturali e spontanei, diventiamo come robot senza emozioni. °°

S.o.S. Relazioni crisi di coppia problemi figli

Se accettiamo che le relazioni sono tanto migliori quanto più riusciamo ad essere presenti, naturali e spontanei, si capisce bene che seguire le istruzioni ci porta nella direzione sbagliata.

La semplificazione che propongo nella consulenza breve  ti porterà ad una maggiore presenza proprio perché si muove in un altra direzione: non ti allontana dalla profondità perché te la fa vedere e vivere con occhi nuovi. °°°

Quando sei veramente presente hai a disposizione una base solida dalla quale puoi, di volta in volta, rispondere alle situazioni nel modo che ritieni più giusto in quel momento conservando la naturalezza e la spontaneità.

Che ritieni più giusto te, non quello che ti dice di fare un corso o un manuale.

Come si diventa più presenti, spontanei e naturali è uno dei cardini della consulenza.

Il primo passo che faremo sarà di farci un’ idea diversa di come funzionano le relazioni, a partire da quella con noi stessi.

La mossa più importante è proprio questa: iniziare a togliere un po’ di false credenze sulle relazioni, su che cosa sono e su come funzionano.

s.o.s. relazioni il primo passo crisi di coppia problemi figli

Questo primo passo porterà sì ad una semplificazione ma per aiutarti ad andare  al cuore delle questioni, non per allontanartene.

Quando cambi punto di vista, quando sei più presente e quando gli altri vedono che ti stai muovendo a partire da te, da quello che è in tuo potere, allora tutto cambia e cambiano anche loro,  non perchè li hai “forzati” : sarà tutto più naturale e spontaneo.

Ora non vorrei che pensassi che non ci saranno più problemi o difficoltà, altrimenti sarei un cretino che prima critica certi approcci e poi li propone?

Si, i problemi ci saranno ancora, ma cambierà come li percepisci e, di conseguenza, come li affronti.

Non voglio esagerare, ma potresti arrivare ad un punto nel quale inizierà ad insinuarsi un dubbio: e se i problemi fossero una benedizione? 

Ora, senza arrivare subito ad amare i problemi, puoi comunque iniziare a fare qualcosa di diverso, in un altra direzione: S.o.S. Relazioni  è di sicuro qualcosa di diverso.

Puoi scoprirlo e farti una tua idea scrivendomi o chiamandomi, scegli te, poi puoi decidere se questa consulenza può fare al caso tuo oppure no.

Paride 333 2208735 
Mail: sosrelazioni@effettozen.com

° superficie e profondità  / °° spontaneità . Leggi di più qui.

°°° complessità e semplificazione. Leggi di più qui.

Sono in coppia ma non mi sento me stessa: Relazioni Dinamiche

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Sono in coppia ma non mi sento me stessa.

Ti è mai capitato di dire o di pensare che nella relazione di coppia non ti senti te stessa perché non sei spontanea e naturale?

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Pensi spesso che nella coppia è come se vivessi al minimo mentre quando sei con gli amici ti senti più spigliata, più sciolta e più a tuo agio?

Sono frasi che ho sentito dire tante di quelle volte che ho perso il conto ed ogni volta so che non è la verità, almeno non tutta la verità.

Partiamo con il botto: se sei in una relazione e ti senti bloccata e/o limitata e credi che, in un modo o in un altro, dipenda dal tuo partner, allora perché non esci dalla relazione, chiudi e guardi avanti?

Uno dei perché potrebbe essere lo stesso che ti sta facendo leggere queste righe, c’è una vocina o una sensazione dentro di te che dice:  “anche chiudendo risolverei poco”, giusto no?

Dall’altra parte c’è un’altra vocina che “suggerisce”, o forse sarebbe meglio dire  impone, che è giusto continuare per aggiustare le cose.

Il problema è che “aggiustare le cose” non è rivolto quasi mai verso noi stessi ma significa, piuttosto, voler aggiustare l’altro, perché è l’altro che non ti permette di essere te stessa, vero?

Si lo so che ogni tanto ti vengono i sensi di colpa e così oscilli tra l’accusare e il prenderti tutte le responsabilità ma, alla fin fine, torni a pensare che è colpa sua, o no?

Non lo so nel tuo caso com’è, ma questo saltare da un opposto all’altro lo conosco bene: è un continuo movimento mentale che non porta nessun cambiamento reale e tutto continua a ripetersi.

Anche quando l’amicizia è stretta, anche quando l’amicizia è profonda, è sempre meno profonda di una relazione di coppia: sono due livelli diversi che non andrebbero mai messi sullo stesso piano.

Mi piace giocare con le parole allora voglio darti questa immagine:

l'amicizia è come fare snorkeling

snorkeling, superficie, amicizia
la coppia è come fare immersioni.

immersione, profondità, coppia

 

Più scendi in profondità più è scuro e difficile, serve “allenamento” e a nessuno verrebbe da dire: “ eh ma quando faccio snorkeling mi sento più a mio agio e non capisco perché quando mi immergo….”, chiaro no?

Sono due sport diversi, punto.

Allora è chiaro che stare in coppia ci spinge ad andare più in profondità, ma se noi facciamo difficoltà a scendere giù, allora ci racconteremo la storia che non siamo noi stessi nella coppia ma lo siamo con gli amici: ma è solo una storia.

La verità è che sei sempre te stessa, solo che in un caso ti confronti con aspetti più superficiali, mentre nell’altro con tematiche più profonde.

C’è una te stessa che si sente a suo agio in superficie e un’altra te stessa che si sente a disagio con la profondità.

Se è così, quando è così ( ogni caso andrebbe visto a se ), scappare dalla profondità non serve, quello che serve è un percorso di crescita per essere a proprio agio anche nelle cose più profonde.

Parliamoci chiaro: la vita senza profondità è piatta. 

Magari ti stai chiedendo che cosa intendo per profondità?

Non posso trattare il tema in questo articolo ma cerco di dartene un’altra immagine che viene molto usata, quella dell’iceberg.

iceberg, 8%, 92%, vedere, non vedere

Noi di un icerberg vediamo solo l’8%, il restante 92% non lo vediamo.

Spesso le nostre relazioni si basano solo su quell’8% e tutto il resto non lo vediamo o non vogliamo vederlo.

La relazione con gli amici può anche reggersi sull’8% ed è, appunto, più superficiale ma, se vogliamo relazioni più vere e profonde, abbiamo bisogno, n-e-c-e-s-s-a-r-i-a-m-e-n-t-e, di immergerci per conoscere, un po’ alla volta, il restante 92%.

Anche una coppia può reggersi per tanto tempo solo all’8%, una volta era così, ora le cose sono cambiate ed è sempre più difficile perché un po’ tutti si stanno orientando verso una vita più superficiale.

Cosa fare allora?

* C’è chi sceglie di non stare più in coppia, mai più!!

* Altri scelgono di far finta di niente e continuano a stare in coppia all’8%.

In un caso e nell’altro la profondità farà comunque capolino ciclicamente e ognuno l’affronterà come meglio crede.

 * Poi c’è un’altra strada, che consiste nel non buttare il bambino con l’acqua sporca, non buttare la via la coppia, restarci, ma cercando di farla transitare dall’8% ad una percentuale migliore.

É una bella prospettiva, spero di essere riuscito a trasmettertela ( anche nella comunicazione vale il principio dell’iceberg, spesso arriva solo l’8% ).

Per approfondire scegli il mezzo che più preferisci, le mie consulenze partono sempre con un primo colloquio telefonico o via skype gratuito e, di sicuro, dopo avrai le idee più chiare.

RICEVI I DETTAGLI DELLA MIA PROPOSTA DI COACHING AL FEMMINILE S.O.S RELAZIONI / RELAZIONE DINAMICA

Relazioni Dinamiche.

 

Vuoi vivere facendo snorkeling o ci facciamo anche qualche immersione?

Paride.

 

Litigare e andare d’accordo. [S.o.S Relazioni]

perchè litigare di più per andare veramente d'accordo

Litigare per andare d’accordo?

Una delle idee limitanti che abbiamo è credere che “litigare” non vada bene e che, per far funzionare la coppia*, la prima cosa sia andare d’accordo

Le nostre idee su come dovrebbero essere le cose sono  ciò che ci impedisce di vivere la vita che vorremmo.

*Uso coppia per brevità, ma leggi sempre: relazione con i figli; con se stessi; sul lavoro; etc.

E se ti dicessi che proprio il “litigare” è  l’ingrediente segreto per far funzionare meglio qualsiasi relazione, anche quella con te stesso

E se ti dicessi che attraverso il “litigare” puoi andare più d’accordo

litigare andare d'accordo

Quali accordi prendiamo per andare d’accordo

Sarà un andare d’accordo per la vita o contro la vita?

Saranno degli accordi che creano un contesto famigliare, di coppia, con i figli, sul lavoro o con se stessi che fanno crescere o che fanno regredire?

*Litigare non è inteso in senso stretto, quindi non mi riferisco solo alle interazioni accese. 

Mi riferisco al litigare come modalità per mettere in discussione, per ridiscutere, per riformulare gli accordi che abbiamo preso per andare d’accordo.

In questo senso il litigare è ciò che permette alla relazione e alla vita di rinnovarsi.

Se non vogliamo litigare va da sè che piano piano le relazioni e la vita tendono a diventare sempre più piatte, per non dire peggio.

(Sul perché quasi tutti evitiamo il litigare come la peste me ne occuperò in un altro articolo.)

Il “litigare” è ciò che permette alle relazioni di rinnovarsi altrimenti, piano piano, tendono a fermarsi fino a morire. 

 litigare andare d'accordo

Ecco le tre situazioni più comuni che ci troviamo quando il litigio non deve far parte delle nostre storie.

1) La più comune è che il dissenso verso l’ordine costituito/ equlibrio non viene visto e accolto, oppure viene banalizzato o, peggio ancora, viene messo a tacere.

2) L’ altra è che, al contrario, viviamo relazioni con continui litigi che sono, però, superficiali e che intaccano poco o niente l’equilibrio .

3) La terza  è che l’aggressività* che si accumula per non litigare, per non confrontarsi e per non andare in profondità, viene fuori all’improvviso, magari in modo accesso, e fa saltare tutto l’accordo.

 litigare andare d'accordo

* L’aggressività non nel senso comune, ma quella sana: un istinto che non si può ignorare se non andando contro se stessi. Ti lascio un po’ di suspance

Se vogliamo crescere in qualcosa, se vogliamo crescere in generale dobbiamo metterci in testa che si può fare solo recuperando risorse in aspetti che abbiamo classificato come non buoni, come l’aggressività o il litigare.

Io sostengo che dovremmo mettere il “litigio” come base dell’andare d’accordo: se non ci confrontiamo seriamente, se non prevediamo di prenderci del tempo per questo, se ci accontentiamo di relazioni sempre più liquide, allora non andremo mai veramente d’accordo ma prederemo degli accordi superficiali che, alla lunga, non reggono lo scorrere della vita.

 litigare andare d'accordo

Magari le cose possono pure andare bene per un po’ e non ci accorgiamo che stanno regredendo e, tutto ad un tratto….

Più gli accordi sono superficiali più saranno rigidi.

E più sono rigidi più ci incasiniamo.

La soluzione non è prendere accordi ancora più superficiali, che è quello che accade sempre di più.

Vuoi sapere che cosa succede basando la nostra vita sul non litigare? 

Succede che per non litigare con gli altri dovrò necessariamente litigare con me stesso cioè, dovrò mettere a tacere parti di me che “non stanno bene” nella relazione, che non stanno bene nell’accordo. 

Per non litigare litigo con me stesso. 

E che cosa pensi che facciano gli altri?

Fanno la stessa cosa: pur di stare con qualcuno e pur di non litigare mettono a tacere parti di se. 

Che relazione può mai essere quella in cui nessuno dei due è se stesso?

Si capiscie che è un bluff che regge finché le cose vanno via lisce, ma appena c’è un qualcosa di “diverso” da affrontare come facciamo?

Se sono in coppia posso anche chiudere, pensare che era quella persona a non andare bene e poi cercarne un altra che, ahimè, sarà una fotocopia. 

Oppure, ancora peggio, si continua a sedare il dis-accordo, andando avanti come muli che portano pesi, eh sì perché che fine pensi faccia tutto quello che scartiamo?

C’è lo portiamo in groppa e ci appesantisce, ma non possiamo dirlo, per non rompere l’accordo, ma il peso aumenta sempre più.

Continuando ad accettare accordi scadenti rimandiamo l’incontro con noi stessi.

Ma con un figlio cosa faccio, visto che non posso chiudere?

Se non sono soddisfatto della mia vita cosa faccio, visto che non posso divorziare da me stesso? 

Se voglio essere considerato di più nel lavoro, magari voglio essere pagato di più o voglio migliorare un qualsiasi altro aspetto della vita, come posso farlo se io per primo vivo al 10%?

E come posso espandermi se dentro di me non prevedo di mettermi in discussione, se non prevedo il litigio con me stesso? 

La musica ci può servire come metafora per capire meglio. 

In musica gli accordi sono un gruppo di note che suonate insieme risultano essere piacevoli all’ascolto. 

Un accordo è composto da note con profondità diverse.

Mettendo insieme più accordi si compongono le canzoni che sono tanto più piacevoli e coinvolgenti tanto più riproducono la profondità e la diversità della vita

 litigare andare d'accordo

Allora perché noi ci ostiniamo a vivere prendendo accordi di una sola nota, poco profondi e con poca diversità e aspettarci di vivere una vita piena e soddisfacente? 

Più accordi e più note daranno vita ad una polifonia; un solo accordo, per di più se fatto di una sola nota sarà, al contrario, una monotonia.

Non litigare per andare d’accordo equivale a mettere a tacere, in noi e  negli altri, tutte le altre note.

Per non litigare ci accontentiamo di una vita mono-tona, ma siamo o no un’espressione divina, siamo o non siamo una polifonia?

Si che lo siamo, ma non possiamo scoprire la nostra grandiosità  perché viviamo ancora schiavi di quella vocina che ci dice: “tu non vali”, “non te lo meriti”.

Ma secondo te, se uno pensa di non valere, sarà in grado di creare un ambiente nel quale gli altri possano sentire che valgono?

No, non è possibile ma, anche questo non possiamo dircelo: potresti mai dire che una coppia/famiglia/etc.  non è costruita per far crescere le persone ma per tenerle dentro un recinto? No che non possiamo dircelo, ma spesso è così.

Giochiamo al ribasso, perché è più facile non vedere i propri buchi se anche chi ci sta vicino è un po’ come noi.

Torniamo al figlio o a noi stessi: come faccio a crescere bene un figlio se suono poche note o solo una? Come mi comporterò quando mio figlio contesterà la canzone che gli impongo? 

Farò la stessa cosa che ho imparato a fare con me stesso: metterò a tacere il dissenso. É dura da digerire ma è così. 

Ma se torniamo anche solo a pensare a noi stessi, alla nostra vita non è , forse, la stessa cosa? 

Come facciamo a stare meglio, ad affrontare le sfide della vita, a mettere in piedi un progetto o un sogno, se non litighiamo con noi stessi? 

Allora che cosa ti propongo? 

Non è  facile dirlo in poche parole, ma ci provo.

Per prima cosa propongo di allenarsi al dubbio e all’incertezza.

Poi iniziare a trovare il modo e il metodo per far sì che il litigio non sia più una cosa da evitare ma da volere nella propria vita per rinnovarla e farla crescere.

In fine, ma non per ultimo, iniziare ad incuriosirti ad approcci che non siano o solo terapeutici o solo spirituali, ma che prendano il buono dell’uno e dell’altro.

In terapia ci si focalizza sui “problemi” ma si può facilmente perdere di vista il tutto.

La spiritualità, all’opposto, si sposta sul tutto, sul senso del viaggio della vita, etc,  e mette da “parte” i problemi.

Qui si parla di crescita: come far crescere le cose? É diverso dall’aggiustarle ( terapia) ed è diverso dall’allontanarsi ( spiritualità). 

Quello che io propongo è un intreccio/unione perché non si può stare troppo focalizzati sui problemi, ma non si po’ neanche vivere facendo finta che non ci siano. 

Poi ognuno fa la vita che vuole, ognuno sa, a casa sua, come funziona, io mi limito a osservare e  che cosa vedo?

Vedo una fuga verso l’alto, un voler scappare dai problemi, dalla densità e, perché no, dalla profondità.

Ma vedo, allo stesso tempo, che questa fuga nasconde il suo opposto, cioè una gran voglia di quella stessa profondità. 

Come si dice: 

la volpe dice che l'uva è acerba perché non ci arriva. 

Diciamo che non ci interessano più certe cose, abbiamo rinunciato e spesso lo nascondiamo dietro maschere scintillanti, ma sotto sotto c’è altro: non è l’uva ad essere acerba, ma è la volpe ad essere “ancora” troppo bassa.

Allora vogliamo continuare a percorrere strade illusorie oppure iniziare a crescere per arrivare all’uva?

Stiamo vivendo tempi difficili, tempi di transizione tra vecchi e nuovi equilibri. Qui le vecchie soluzioni non funzionano più, ma ancora quelle nuove non ci sono: non c’è altra strada che lasciarsi attraversare dall’incertezza.

Io credo di aver attraversato molte incertezze, aver messo in discussione molto di me e dei sistemi che mi hanno trasmesso. Ho rischiato su di me, sono uscito dal recinto e, quando lo fai, ti senti spaesato e ti viene a mancare il sostegno del clan. Sei solo e hai paura, vorresti tornare indietro e l’ho fatto tante volte, ma non mi sono mai scoraggiato, ho ripreso e sono andato avanti. 

Ci vuole un po’ di incoscienza e di coraggio ma, come dico sempre: quanta incoscienza e “coraggio” ci vogliono per continuare ad accettare di vivere al 10%, se va bene? 

Ne vuoi parlare? Vuoi iniziare ad uscire dal conosciuto? Vuoi dare una scossa alla tua vita e vedere che cosa c’è oltre alle solite cose, trite e ritrite, o non ne hai ancora abbastanza? 

Quello che gli altri chiamano litigare, io lo chiamo andare d’accordo. 

Paride.
Cell. 3332208735
mail. coaching@effettozen.com

Perchè in vacanza è molto più alto il rischio di litigare? SoS Relazioni

vacanza litigare

Perché in vacanza è più alto il rischio di litigare?

vacanza litigare

Vacanza e Litigare vanno a braccetto, ma perchè le persone si organizzano  più le vacanze che la vita di tutti i giorni? 

Il primo aspetto è che sia le vacanze che l’Ikea sono due situazioni estreme che ci mettono di fronte a dei limiti che erano presenti ma ancora nascosti.

Faccio il primo e unico intreccio tra vacanze ed Ikea: vacanza viene da “vacuum” che vuol dire fare vuoto.

All’Ikea , all’opposto, ci troviamo in mezzo ad un “pieno” rappresentato da tutte le possibilità d’acquisto tra le quali dobbiamo scegliere. ( articolo qui )

Può sembrare una cosa che non c’entra niente con le relazioni, ma non è così, ci vuole pazienza …

Vacanza, dicevo, viene da “vacuum” che vuol dire fare vuoto, ma noi abbiamo paura di fare vuoto, per questo molti si organizzano le vacanze più della vita. 

Il problema è che fare vuoto è la pre-condizione per avere relazioni sane, perché solo due vuoti possono incontrarsi, intrecciarsi e crescere, mentre due pieni non si possono incontrare, non si intrecciano e non crescono ed è molto più facile che si scontreranno.

Oppure, per evitare lo scontro, ci organizziamo la vita ( e le vacanze ) cercando di evitare i vuoti, ma c’è un ma, perché il diavolo ci mette sempre lo zampino. ( e lo fa per il nostro bene)

Lo zampino è che i nostri sforzi per evitare il vuoto in vacanza vengono vanificati dal fatto che stiamo molto vicini e per molto tempo, e questa è una situazione estrema.

Se stai leggendo probabilmente sperimenti un qualche tipo di difficoltà nelle relazioni e vorresti fare qualcosa per migliorarle:  allora cosa possiamo imparare da questi esempi?

Partendo dall’Ikea: possiamo dire che imparare a scegliere, a decidere e definirsi è un aspetto molto importante, quanto l’essere accoglienti e accomodanti.  

Questa parte Ikea la potremmo chiamare energia maschile o Yang.

vacanza litigare

Dalle vacanze portiamo come insegnamento l’importanza del saper fare vuoto,perché è solo così che possiamo incontrare gli altri ed  essergli di vero  aiuto. 

Questa parte vacanza la potremmo chiamare energia femminile o Ying.

Da tutte e due impariamo che vacanza litigareper avere relazioni più vere e profonde, quindi più sane, ci dobbiamo intrecciare.

Per avere l’intreccio però, occorre sia essere definiti o pieni, sia avere la capacità di fare vuoto.

Qual è lo scoglio più grande?

È che fare vuoto ci spaventa perché abbiamo paura di perdere la nostra identità.

Abbiamo però anche difficoltà con il definirci, quindi con il definire la nostra identità.

Da un lato non vogliamo perderla, dall’altro non vogliamo definirla: è un po’ un casino, non trovi?

Qual è un modo classico per nascondere che una vera identità non c’è la sentiamo?

Ci mettiamo delle maschere, magari della persona “decisionista”, sempre impegnata, di successo, e così via, ma sotto sotto la verità non è proprio quella che appare. 

Come facciamo ad incontrarci se tutti abbiamo la maschera? Chi è che si incontra? 

Meglio di così non riesco a dirlo e magari trovi un po’ complicato quello che scrivo e ti senti un po’ confuso

Potrebbe essere, ma non è facile parlare astrattamente di certi argomenti, ma ti dico una cosa: se ti senti un po’ confuso non è un male, perché la confusione è proprio il segnale che stai iniziando il processo del fare vuoto, ma ti stai difendendo, inconsciamente, dal perdere la tua identità, il tuo pieno.

Mettiamola così, se nel tuo pieno ci stai bene, prendi queste informazioni e facci quello che vuoi, magari ti servono ugualmente, magari no.

Se invece non ci stai bene, vuoi migliorare qualcosa e vuoi sentire una voce diversa dal coro,  allora è meglio che troviamo il modo di approfondire.

In verità quello che passo nelle mie consulenze è proprio la semplicità, le cose complicate servono a poco per la vita, solo che all’inizio anche le cose semplici ci possono apparire difficili, ma lo sono d’avvero?

Seneca diceva:

non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo che sono difficili.

Se vuoi osare, chiamami o scrivimi, il primo colloquio è sempre gratuito: puoi conoscermi, io posso ascoltare qualcosa di te e rimandarti qualcosa e tu puoi decidere se posso fare al caso tuo o no. 

Fa un po’ di vuoto, ascoltati e decidi, questi sono i contatti: 

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Perchè le coppie litigano all’Ikea [part.sec.] Sos Relazioni

passare dalla complessità alla semplificazione

Perchè le coppie litigano all’Ikea [part.sec.]/ SoS Relazioni

[ Perché scegliere ci manda in crisi? ]

É capitato anche a te di andare all’Ikea per arredare casa insieme alla tua dolce metà, e ritrovarti a litigare fino a quando quella dolce metà  si è rivelata essere non proprio così dolce? 

E sì, sembra succeda a tanti. 

Se fossi un avvocato divorzista  mi metterei dopo le casse a distribuire bigliettini da visita. 

Battute a parte, questo è il secondo articolo sul “perchè le coppie litigano all’Ikea ( e in vacanza ) e perchè saperlo ci può aiutare nelle nostre relazioni più strette. Il primo articolo lo trovi qui. 

Primo aspetto: sia l’Ikea che le vacanze, a modo loro, sono due situazioni  estreme

Che cosa succede quando ci troviamo in situazioni estreme? 

Succede che gli equilibri che abbiamo trovato come coppia vengono messi a dura prova, come fossero sottoposti ad uno stress test che ne verifica sia la solidità che la flessibilità

Come ci costruiamo questi equilibri e come imparare ad essere sia solidi che flessibili, sarà oggetto di un prossimo articolo: se l’argomento ti interessa puoi iscriverti alla news letter. 

Le difficoltà della vita sono situazioni estreme e l’Ikea, come le vacanze, sono solo degli esempi utili perchè li conosciamo un po’ tutti.

jump, uscire dall'indecisione

Un figlio che ci crea “problemi; imprevisti di varia natura, che siano economici o di salute ; la perdita di un lavoro;  la fine di una storia; le difficoltà sul lavoro; le difficoltà di coppia; un progetto naufragato, e così via, sono tutte situazioni estreme, che ci spingono ai confini delle nostre solidità/certezze. 

E veniamo al cuore del discorso: che cosa manda in crisi la coppia all’ikea?

Sono le tante opzioni tra cui scegliere che ci troviamo a dover fare, in una situazione estrema/stressante e non da soli, ma dovendo trovare un accordo con un altra persona. 

scegliere

E non sono scelte indipendenti tra loro, ma opzioni combinate:  devi scegliere il tipo di divano, il colore, etc e, allo stesso tempo, tenere a mente che il divano dovrà abbinarsi con tutto il resto, il che fa salire il numero delle possibilità in maniera vertiginosa che, non a caso, fa venire le vertigini anche a noi.  

La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare ( Jovanotti ) ok, ma mi fido ancora di te o la fiducia vacilla?

Ma andiamo avanti….

Quando devi decidere qualcosa di importante nella vita ordinaria, sei davanti allo stesso scenario cioè, ogni opzione può avere ripercussioni su altri aspetti, direttamente o indirettamente collegati. 

Si chiama complessità che è, sia una grande opportunità, che una grande sfida, perchè davanti alla complessità ci blocchiamo e spesso prendiamo le strade sbagliate. 

complessità

La soluzione che io propongo è questa: per prima cosa serve dotarsi di occhi diversi per inquadrare la situazione, perchè spesso è proprio la nostra descrizione del “problema” che crea il problema.

Poi, una volta che abbiamo fatto questo, iniziamo un processo di semplificazione, che renderà più facile prendere le giuste decisioni. 

semplificazione

Un esempio di come si può semplificare è  ricordarsi che uomini e donne, generalizzo, ma non posso fare che così, sono soliti vedere il mondo in due modi opposti ma altrettanto importanti:  le donne tendono a vedere le situazioni nella loro globalità, mentre gli uomini tendono di più a vedere il particolare. 

Potremmo dire che le donne vedono la foresta, mentre gli uomini vedono l’albero

Vediamo due mondi diversi e  comunichiamo in due modi diversi, punto.

Capisci che è quasi normale non andare d’accordo?

Far incontrare questi due mondi, o quello dei genitori con quello dei figli,  è quello che faccio con le mie consulenze e mi meraviglio ogni volta che vedo quella luce, negli occhi delle persone, quando iniziano a “vedere”. 

Ma perchè scegliere ci manda in crisi?

Semplice, perchè siamo abituati a non scegliere.  

Non parlo delle scelte ordinarie quelle le facciamo per sopravvivenza, parlo di scelte più importanti, alcuni esempi: 

Che tipo di persona voglio essere: come genitore, come  compagno/a, come capo o dipendente?

Chi sono e che idea di vita ho in mente? E così via…

Perchè scegliere è importante? 

É importante perchè scegliendo ci definiamo.

Più siamo definiti più faciliteremo un figlio a fare altrettanto o un partner o chiunque altro sia in relazione con noi, e molti problemi sparirebbero.

Perchè non scegliamo

Ma tendiamo a non farlo perché non vogliamo rinunciare a tutte le altre possibilità. Abbiamo un cattivo rapporto con una sana aggressività che ci servirebbe proprio per decidere e definirci.

Allora l’Ikea e le vacanze, ma puoi trovare altre circostanze che di sicuro hai vissuto, sono situazioni che mettono in luce difficoltà che erano già presenti ma non erano visibili, in questo caso la difficoltà nello scegliere. 

Il mio lavoro è questo:  aiutare le persone a riconoscere questi e altri meccanismi che sono la causa delle nostre difficoltà nelle relazioni strette. 

Per coprire queste difficoltà di base che facciamo allora? 

“Scappiamo” dalle relazioni strette, dove è possibile, e iniziamo ad apprezzare quelle meno vincolanti ma è una fuga che ci fa perdere un opportunità.  

La soluzione non è “scappare” ma riuscire a trasformare le relazioni strette in qualcosa di migliore, o quello che abbiamo buttato dalla finestra rientrerà dalla porta. 

Se vuoi saperne di più o vuoi dirmi qualche aspetto nel quale sperimenti difficoltà, puoi scrivermi e potrò essere più dettagliato. 

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Crisi di Coppia? Nel mito di Eros/Amore ( Cupido) c’è la risposta.

coppia crisi

Crisi di Coppia? Nel mito di Eros/Amore ( Cupido) c’è la risposta.

Le crisi di coppia possono essere una opportunità di crescita perché le Relazioni sono una cartina di tornasole del nostro livello di “salute”.

Le Relazioni strette, come la coppia o il rapporto con i figli, ci portano ad un livello di profondità diverso rispetto alle relazioni con gli amici o a quelle di lavoro.

Più in profondità significa che nelle Relazioni strette emergono aspetti nostri che, in altri tipi di relazione, rimangono nascosti.

La soluzione più in voga per uscire da questo dilemma sta diventando, sempre di più, la “fuga dalla relazioni”.

Ci sono vari modi per scappare dalle relazioni, ma quello peggiore è stare in relazione senza esserci nei fatti: sono presente, ma è come se non ci fossi.

Posso affermare con certezza che, al di là delle modalità, quando scappiamo dalle relazioni perdiamo un’occasione di crescere e diventare persone migliori.

L’articolo mette in evidenza come in qualsiasi tipo di relazione debbano essere presenti, il più possibile, due opposti e che, quando non è così, le relazioni sono un pò superficiali, ma non posso dilungarmi troppo adesso.

Buona lettura


Le crisi di coppia o altri tipi di difficoltà, sono sempre indice che, in quella situazione, abbiamo ascluso qualcosa di importante.

Eros o Amore è il figlio di due divinità figlie di Giove che sono Venere e Marte: una la Dea del piacere, l’altro il Dio della guerra.

Cioè Venere è la Dea dell’attrazione, dell’accoppiarsi e dell’unirsi;

Marte è il Dio della distruzione, quello che elimina, che allontana.

Come puoi vedere, proprio dall’inizio, l’Amore è composto da due forze fondamentali e contrapposte.

La coppia e qualsiasi altra relazione vanno in crisi proprio perchè  dall’inizio si è partiti con un bluff/ finzione cioè che l’amore dovesse essere solo Venere e  non potesse essere anche Marte.

E così che ci siamo ritrovati a vivere storie o tutto Marte o tutta noia, sì perchè vivere solo di  Venere…

Se mi segui da un po’ ormai dovresti aver capito che quello che eliminiamo ( proviamo ad eliminare ) dalla nostra vita, Marte in questo caso, poi rientra prepotentemente dalla finestra. 

Cosa succede solitamente quando Marte/Guerra viene allo scoperto?

1) Facciamo saltare tutto: la coppia scoppia.

Non riconosci più il tuo partner , così aggressivo, così rabbioso, così diverso dalla persona tutta amore che avevi conosciuto.

La stessa cosa penserà l’altro di te.

Ma non è questo il problema, questo il falso problema che ha una sua funzione: non fa emergere la verità che sta sotto.

2) Cataloghiamo la guerra/difficoltà  come una cosa banale, un eccezione.

Continuiamo a non voler vedere che insieme all’amore c’è anche la guerra.

Aspettiamo così che la tempesta passi senza imparare la lezione e andiamo avanti fino alla prossima crisi.

In tutte e due i casi, come dicevo all’inizio, perdiamo l’opportunità di trasformare queste difficoltà in una occasione per crescere.

Fino a qua mi sono riferito alle coppie, ma quando si tratta della relazione con i figli, credi che le cose siano diverse?

No che non lo sono, la differenza è che i figli, se sono piccoli, non possono scappare dalla relazione, come possiamo fare noi adulti.

Se “educo”i miei figli escludendo Marte/Guerra, ma anche all’opposto, Venere, allora, difficilmente potrò essere un buon genitore.

E così, che cosa succede quando i figli portano la “guerra” nella nostra vita?

Come riusciremo a relazionarci se noi la “guerra” non la possiamo o non la riusciamo a vivere?

Come per la coppia, la banalizzeremo e cercheremo, in tutti i modi, di metterla a tacere; non perché non sia una cosa buona, ma da fastidio a noi perchè mette in crisi le nostre certezze o equlibri.

E quando Marte fa capolino, e stai certa che succede, cosa succede?

Funziona allo stesso modo anzi ti dirò di più, la matrice di tutto è proprio qui perchè  è dentro di noi che non ci diamo il diritto di essere sia  Venere che Marte:

siamo già divisi all’interno, ci hanno già educato/incasellato così, ed è la causa delle nostre difficoltà .

Abbiamo imparato a mettere a tacere parti di noi e la  stessa cosa facciamo con gli altri: non vogliamo vedere o accettare alcune  parti di loro. 

Un capitolo a parte lo dedicherò al mondo del lavoro e alle aziende, perchè le stesse dinamiche possono aiutarci lì. 

Come posso riassumere in poche parole tutto l’articolo?

Il messaggio è questo: se stai sperimentando delle difficoltà nella coppia, con i figli, sul lavoro o con te stesso, allora ti stai trovando davanti ad una occasione importante per migliorare la qualità della tua vita e di chi si relaziona con te. 

Ti ritrovi e vuoi saperne di più?

Bene, scegli la forma che più preferisci e dimmi la tua: chiedi, racconta, esci dal guscio e inizia a guardarti intorno. 

Perché tutti bianchi e io nero? 

Perchè tutti bianchi non si va da nessuna parte. ( Che barba che noia )

L’amore vero è per prima cosa l’amore per la vita e per noi stessi: sia per le parti “belle”/Venere, che per le parti “brutte”/Marte. 

Il primo passo è questo perchè se non ti conosci te per primo, se non ti accetti te per primo, come potrà farlo il tuo partner, tuo figlio, il tuo capo, etc? 

Puoi migliorare in questo? 

Certo che si, basta darsi una mossa….

Paride. 

Perché il Carattere è una bufala e perché è un bene andare oltre.

Non so bene come spiegarlo, ma sento da sempre forte la spinta a squarciare la tela del dipinto per vedere sotto che cosa c’è: quali sono le trame che l’artista ha tessuto prima di arrivare all’opera finale?

Non mi accontento mai delle apparenze, e non è un fatto genetico (tutte cazzate) ne quello che viene definito carattere (altra cazzata ).

Il carattere è quello che sei diventato in risposta all’ambiente nel quale hai vissuto, punto.

Il carattere è quello che gli altri hanno voluto che noi fossimo, scartando tutto il resto, scartando tutto ciò che non era di loro piacimento.

Il carattere è la maschera che ci siamo fatti indossare per non andare contro  chi aveva il potere su di noi.

Il carattere è omologazione per sopravvivere  perché, o avevi il carattere che quell’ambiente voleva, oppure ti facevano “morire”, eri deviante e in un modo o nell’altro, dovevi essere ricondotto all’ordine.

Siamo sicuri sia cambiato qualcosa?

Parliamo spesso di carattere per chiudere un oceano in una conchiglia.  

Il carattere non è fisso e immutabile,

C’è un mare, al di la del carattere, che aspetta solo di essere navigato.

Cosa facciamo noi nella coppia o con i figli?

Ci mettiamo in relazioni nelle quali possiamo continuare ad avere quel carattere, facciamo degli incastri che per un po’ funzionano, ma poi viene a galla che non stiamo crescendo e non siamo felici.

Facilmente ci addossiamo le colpe a vicenda fino a quando tutto scoppia irrimediabilmente.

Ma non è colpa dell’altro, non solo dell’altro, è sempre un concorso di colpe. 

Passiamo ai figli. 

I figli ci spingono sempre a modificare il nostro carattere, ci spingono a crescere e a rimetterci in viaggio.

Se non ci spingono non è un bel segno perché significa che sono già belli incasellati, per il nostro piacere e per il loro dispiacere, ma per far piacere a noi……

Cosa facciamo noi davanti a questa spinta?

L’accogliamo o piuttosto la mettiamo a tacere, così anche nostro figlio avrà il suo carattere, che sarà molto simile al nostro (che felicità eh? ), oppure sarà l’opposto ( che tragedia, no? ). 

Cambiare punto di vista sulle ci fa diventare più efficaci perché  risparmiamo tempo, risorse e energia. 

Smettiamo di fare sempre le stesse cose perché iniziamo a capire meglio il nostro mondo. 

Smettiamo di voler cambiare cose che non possono essere cambiate o che richiedono uno sforzo troppo grande. ( bisogna essere anche un po’ furbi )

Tutto per sentirti più padrone della tua vita, più vivo, più consapevole e motivato

P.s. Contattami per saperne di più o rimanere semplicemente aggiornato sugli ultimi articoli. 

Grazie, Paride. 

 

Perché S.o.S. Relazioni on-line: quali sono i punti principali? ( prima parte ).

Perché ho chiamato la consulenza rapida S.o.S. 
e quali sono i punti principali ( prima parte ).

Puoi saperne di più visitando il sito, sopratutto queste pagine:

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Con i figli?
Con la tua compagna/o, marito/moglie, ex-marito/moglie?
Oppure sei single ed è questa la difficoltà?
Sul lavoro?

Non credi possa essere saggio provare a fare qualcosa per migliorare la situazione?

Il mio approccio è frutto di tanti anni di esperienza e ha delle caratteristiche uniche che difficilmente potrai trovare altrove:

poche cose semplici e dirette
che puoi iniziare da subito a mettere in pratica.

Fammi sapere dove ti trovi e rimaniamo in contatto: puoi mettere:

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Altro? Ma no, basta così, non ti rimane che uscire dall’indecisione e tutto può cambiare.

Paride.