Perchè le coppie litigano all’Ikea [part.sec.] Sos Relazioni

passare dalla complessità alla semplificazione

Perchè le coppie litigano all’Ikea [part.sec.]/ SoS Relazioni

[ Perché scegliere ci manda in crisi? ]

É capitato anche a te di andare all’Ikea per arredare casa insieme alla tua dolce metà, e ritrovarti a litigare fino a quando quella dolce metà  si è rivelata essere non proprio così dolce? 

E sì, sembra succeda a tanti. 

Se fossi un avvocato divorzista  mi metterei dopo le casse a distribuire bigliettini da visita. 

Battute a parte, questo è il secondo articolo sul “perchè le coppie litigano all’Ikea ( e in vacanza ) e perchè saperlo ci può aiutare nelle nostre relazioni più strette. Il primo articolo lo trovi qui. 

Primo aspetto: sia l’Ikea che le vacanze, a modo loro, sono due situazioni  estreme

Che cosa succede quando ci troviamo in situazioni estreme? 

Succede che gli equilibri che abbiamo trovato come coppia vengono messi a dura prova, come fossero sottoposti ad uno stress test che ne verifica sia la solidità che la flessibilità

Come ci costruiamo questi equilibri e come imparare ad essere sia solidi che flessibili, sarà oggetto di un prossimo articolo: se l’argomento ti interessa puoi iscriverti alla news letter. 

Le difficoltà della vita sono situazioni estreme e l’Ikea, come le vacanze, sono solo degli esempi utili perchè li conosciamo un po’ tutti.

jump, uscire dall'indecisione

Un figlio che ci crea “problemi; imprevisti di varia natura, che siano economici o di salute ; la perdita di un lavoro;  la fine di una storia; le difficoltà sul lavoro; le difficoltà di coppia; un progetto naufragato, e così via, sono tutte situazioni estreme, che ci spingono ai confini delle nostre solidità/certezze. 

E veniamo al cuore del discorso: che cosa manda in crisi la coppia all’ikea?

Sono le tante opzioni tra cui scegliere che ci troviamo a dover fare, in una situazione estrema/stressante e non da soli, ma dovendo trovare un accordo con un altra persona. 

scegliere

E non sono scelte indipendenti tra loro, ma opzioni combinate:  devi scegliere il tipo di divano, il colore, etc e, allo stesso tempo, tenere a mente che il divano dovrà abbinarsi con tutto il resto, il che fa salire il numero delle possibilità in maniera vertiginosa che, non a caso, fa venire le vertigini anche a noi.  

La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare ( Jovanotti ) ok, ma mi fido ancora di te o la fiducia vacilla?

Ma andiamo avanti….

Quando devi decidere qualcosa di importante nella vita ordinaria, sei davanti allo stesso scenario cioè, ogni opzione può avere ripercussioni su altri aspetti, direttamente o indirettamente collegati. 

Si chiama complessità che è, sia una grande opportunità, che una grande sfida, perchè davanti alla complessità ci blocchiamo e spesso prendiamo le strade sbagliate. 

complessità

La soluzione che io propongo è questa: per prima cosa serve dotarsi di occhi diversi per inquadrare la situazione, perchè spesso è proprio la nostra descrizione del “problema” che crea il problema.

Poi, una volta che abbiamo fatto questo, iniziamo un processo di semplificazione, che renderà più facile prendere le giuste decisioni. 

semplificazione

Un esempio di come si può semplificare è  ricordarsi che uomini e donne, generalizzo, ma non posso fare che così, sono soliti vedere il mondo in due modi opposti ma altrettanto importanti:  le donne tendono a vedere le situazioni nella loro globalità, mentre gli uomini tendono di più a vedere il particolare. 

Potremmo dire che le donne vedono la foresta, mentre gli uomini vedono l’albero

Vediamo due mondi diversi e  comunichiamo in due modi diversi, punto.

Capisci che è quasi normale non andare d’accordo?

Far incontrare questi due mondi, o quello dei genitori con quello dei figli,  è quello che faccio con le mie consulenze e mi meraviglio ogni volta che vedo quella luce, negli occhi delle persone, quando iniziano a “vedere”. 

Ma perchè scegliere ci manda in crisi?

Semplice, perchè siamo abituati a non scegliere.  

Non parlo delle scelte ordinarie quelle le facciamo per sopravvivenza, parlo di scelte più importanti, alcuni esempi: 

Che tipo di persona voglio essere: come genitore, come  compagno/a, come capo o dipendente?

Chi sono e che idea di vita ho in mente? E così via…

Perchè scegliere è importante? 

É importante perchè scegliendo ci definiamo.

Più siamo definiti più faciliteremo un figlio a fare altrettanto o un partner o chiunque altro sia in relazione con noi, e molti problemi sparirebbero.

Perchè non scegliamo

Ma tendiamo a non farlo perché non vogliamo rinunciare a tutte le altre possibilità. Abbiamo un cattivo rapporto con una sana aggressività che ci servirebbe proprio per decidere e definirci.

Allora l’Ikea e le vacanze, ma puoi trovare altre circostanze che di sicuro hai vissuto, sono situazioni che mettono in luce difficoltà che erano già presenti ma non erano visibili, in questo caso la difficoltà nello scegliere. 

Il mio lavoro è questo:  aiutare le persone a riconoscere questi e altri meccanismi che sono la causa delle nostre difficoltà nelle relazioni strette. 

Per coprire queste difficoltà di base che facciamo allora? 

“Scappiamo” dalle relazioni strette, dove è possibile, e iniziamo ad apprezzare quelle meno vincolanti ma è una fuga che ci fa perdere un opportunità.  

La soluzione non è “scappare” ma riuscire a trasformare le relazioni strette in qualcosa di migliore, o quello che abbiamo buttato dalla finestra rientrerà dalla porta. 

Se vuoi saperne di più o vuoi dirmi qualche aspetto nel quale sperimenti difficoltà, puoi scrivermi e potrò essere più dettagliato. 

coaching@effettozen.com

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Crisi di Coppia? Nel mito di Eros/Amore ( Cupido) c’è la risposta.

coppia crisi

Crisi di Coppia? Nel mito di Eros/Amore ( Cupido) c’è la risposta.

Le crisi di coppia possono essere una opportunità di crescita perché le Relazioni sono una cartina di tornasole del nostro livello di “salute”.

Le Relazioni strette, come la coppia o il rapporto con i figli, ci portano ad un livello di profondità diverso rispetto alle relazioni con gli amici o a quelle di lavoro.

Più in profondità significa che nelle Relazioni strette emergono aspetti nostri che, in altri tipi di relazione, rimangono nascosti.

La soluzione più in voga per uscire da questo dilemma sta diventando, sempre di più, la “fuga dalla relazioni”.

Ci sono vari modi per scappare dalle relazioni, ma quello peggiore è stare in relazione senza esserci nei fatti: sono presente, ma è come se non ci fossi.

Posso affermare con certezza che, al di là delle modalità, quando scappiamo dalle relazioni perdiamo un’occasione di crescere e diventare persone migliori.

L’articolo mette in evidenza come in qualsiasi tipo di relazione debbano essere presenti, il più possibile, due opposti e che, quando non è così, le relazioni sono un pò superficiali, ma non posso dilungarmi troppo adesso.

Buona lettura


Le crisi di coppia o altri tipi di difficoltà, sono sempre indice che, in quella situazione, abbiamo ascluso qualcosa di importante.

Eros o Amore è il figlio di due divinità figlie di Giove che sono Venere e Marte: una la Dea del piacere, l’altro il Dio della guerra.

Cioè Venere è la Dea dell’attrazione, dell’accoppiarsi e dell’unirsi;

Marte è il Dio della distruzione, quello che elimina, che allontana.

Come puoi vedere, proprio dall’inizio, l’Amore è composto da due forze fondamentali e contrapposte.

La coppia e qualsiasi altra relazione vanno in crisi proprio perchè  dall’inizio si è partiti con un bluff/ finzione cioè che l’amore dovesse essere solo Venere e  non potesse essere anche Marte.

E così che ci siamo ritrovati a vivere storie o tutto Marte o tutta noia, sì perchè vivere solo di  Venere…

Se mi segui da un po’ ormai dovresti aver capito che quello che eliminiamo ( proviamo ad eliminare ) dalla nostra vita, Marte in questo caso, poi rientra prepotentemente dalla finestra. 

Cosa succede solitamente quando Marte/Guerra viene allo scoperto?

1) Facciamo saltare tutto: la coppia scoppia.

Non riconosci più il tuo partner , così aggressivo, così rabbioso, così diverso dalla persona tutta amore che avevi conosciuto.

La stessa cosa penserà l’altro di te.

Ma non è questo il problema, questo il falso problema che ha una sua funzione: non fa emergere la verità che sta sotto.

2) Cataloghiamo la guerra/difficoltà  come una cosa banale, un eccezione.

Continuiamo a non voler vedere che insieme all’amore c’è anche la guerra.

Aspettiamo così che la tempesta passi senza imparare la lezione e andiamo avanti fino alla prossima crisi.

In tutte e due i casi, come dicevo all’inizio, perdiamo l’opportunità di trasformare queste difficoltà in una occasione per crescere.

Fino a qua mi sono riferito alle coppie, ma quando si tratta della relazione con i figli, credi che le cose siano diverse?

No che non lo sono, la differenza è che i figli, se sono piccoli, non possono scappare dalla relazione, come possiamo fare noi adulti.

Se “educo”i miei figli escludendo Marte/Guerra, ma anche all’opposto, Venere, allora, difficilmente potrò essere un buon genitore.

E così, che cosa succede quando i figli portano la “guerra” nella nostra vita?

Come riusciremo a relazionarci se noi la “guerra” non la possiamo o non la riusciamo a vivere?

Come per la coppia, la banalizzeremo e cercheremo, in tutti i modi, di metterla a tacere; non perché non sia una cosa buona, ma da fastidio a noi perchè mette in crisi le nostre certezze o equlibri.

E quando Marte fa capolino, e stai certa che succede, cosa succede?

Funziona allo stesso modo anzi ti dirò di più, la matrice di tutto è proprio qui perchè  è dentro di noi che non ci diamo il diritto di essere sia  Venere che Marte:

siamo già divisi all’interno, ci hanno già educato/incasellato così, ed è la causa delle nostre difficoltà .

Abbiamo imparato a mettere a tacere parti di noi e la  stessa cosa facciamo con gli altri: non vogliamo vedere o accettare alcune  parti di loro. 

Un capitolo a parte lo dedicherò al mondo del lavoro e alle aziende, perchè le stesse dinamiche possono aiutarci lì. 

Come posso riassumere in poche parole tutto l’articolo?

Il messaggio è questo: se stai sperimentando delle difficoltà nella coppia, con i figli, sul lavoro o con te stesso, allora ti stai trovando davanti ad una occasione importante per migliorare la qualità della tua vita e di chi si relaziona con te. 

Ti ritrovi e vuoi saperne di più?

Bene, scegli la forma che più preferisci e dimmi la tua: chiedi, racconta, esci dal guscio e inizia a guardarti intorno. 

Perché tutti bianchi e io nero? 

Perchè tutti bianchi non si va da nessuna parte. ( Che barba che noia )

L’amore vero è per prima cosa l’amore per la vita e per noi stessi: sia per le parti “belle”/Venere, che per le parti “brutte”/Marte. 

Il primo passo è questo perchè se non ti conosci te per primo, se non ti accetti te per primo, come potrà farlo il tuo partner, tuo figlio, il tuo capo, etc? 

Puoi migliorare in questo? 

Certo che si, basta darsi una mossa….

Paride. 

Perché il Carattere è una bufala e perché è un bene andare oltre.

Non so bene come spiegarlo, ma sento da sempre forte la spinta a squarciare la tela del dipinto per vedere sotto che cosa c’è: quali sono le trame che l’artista ha tessuto prima di arrivare all’opera finale?

Non mi accontento mai delle apparenze, e non è un fatto genetico (tutte cazzate) ne quello che viene definito carattere (altra cazzata ).

Il carattere è quello che sei diventato in risposta all’ambiente nel quale hai vissuto, punto.

Il carattere è quello che gli altri hanno voluto che noi fossimo, scartando tutto il resto, scartando tutto ciò che non era di loro piacimento.

Il carattere è la maschera che ci siamo fatti indossare per non andare contro  chi aveva il potere su di noi.

Il carattere è omologazione per sopravvivere  perché, o avevi il carattere che quell’ambiente voleva, oppure ti facevano “morire”, eri deviante e in un modo o nell’altro, dovevi essere ricondotto all’ordine.

Siamo sicuri sia cambiato qualcosa?

Parliamo spesso di carattere per chiudere un oceano in una conchiglia.  

Il carattere non è fisso e immutabile,

C’è un mare, al di la del carattere, che aspetta solo di essere navigato.

Cosa facciamo noi nella coppia o con i figli?

Ci mettiamo in relazioni nelle quali possiamo continuare ad avere quel carattere, facciamo degli incastri che per un po’ funzionano, ma poi viene a galla che non stiamo crescendo e non siamo felici.

Facilmente ci addossiamo le colpe a vicenda fino a quando tutto scoppia irrimediabilmente.

Ma non è colpa dell’altro, non solo dell’altro, è sempre un concorso di colpe. 

Passiamo ai figli. 

I figli ci spingono sempre a modificare il nostro carattere, ci spingono a crescere e a rimetterci in viaggio.

Se non ci spingono non è un bel segno perché significa che sono già belli incasellati, per il nostro piacere e per il loro dispiacere, ma per far piacere a noi……

Cosa facciamo noi davanti a questa spinta?

L’accogliamo o piuttosto la mettiamo a tacere, così anche nostro figlio avrà il suo carattere, che sarà molto simile al nostro (che felicità eh? ), oppure sarà l’opposto ( che tragedia, no? ). 

Cambiare punto di vista sulle ci fa diventare più efficaci perché  risparmiamo tempo, risorse e energia. 

Smettiamo di fare sempre le stesse cose perché iniziamo a capire meglio il nostro mondo. 

Smettiamo di voler cambiare cose che non possono essere cambiate o che richiedono uno sforzo troppo grande. ( bisogna essere anche un po’ furbi )

Tutto per sentirti più padrone della tua vita, più vivo, più consapevole e motivato

P.s. Contattami per saperne di più o rimanere semplicemente aggiornato sugli ultimi articoli. 

Grazie, Paride. 

 

Perché S.o.S. Relazioni on-line: quali sono i punti principali? ( prima parte ).

Perché ho chiamato la consulenza rapida S.o.S. 
e quali sono i punti principali ( prima parte ).

Puoi saperne di più visitando il sito, sopratutto queste pagine:

https://effettozen.com/sos-relazioni-coach-torino-on-line-…/

https://effettozen.com/perche-io-sos-relazioni-coach-torin…/

In quali relazioni sperimenti difficoltà?

Con i figli?
Con la tua compagna/o, marito/moglie, ex-marito/moglie?
Oppure sei single ed è questa la difficoltà?
Sul lavoro?

Non credi possa essere saggio provare a fare qualcosa per migliorare la situazione?

Il mio approccio è frutto di tanti anni di esperienza e ha delle caratteristiche uniche che difficilmente potrai trovare altrove:

poche cose semplici e dirette
che puoi iniziare da subito a mettere in pratica.

Fammi sapere dove ti trovi e rimaniamo in contatto: puoi mettere:

“mi piace” alla pagina: https://www.facebook.com/s.o.s.relazioni/

iscriverti alla news letter del sito in fondo alla pagina.

entrando nel gruppo chiuso:   https://www.facebook.com/groups/2064615473599778/

Altro? Ma no, basta così, non ti rimane che uscire dall’indecisione e tutto può cambiare.

Paride.

Perché la coppia scoppia all’ikea o in vacanza? [ sos relazioni ]

coppia scoppia

Perché la coppia scoppia all’ikea o in vacanza? [ sos relazioni ]

La coppia scoppia anche in Vacanza, ma ancor di più nella diabolika Ikea.

( A dire il vero, mi perdonerai, ma questo è più che altro un articolo ironico, mentre quello “vero” è a questo link https://effettozen.com/perche-le-coppie-litigano-all-ikea-relazioni-dinamiche/ .  ) 

Tempo fa avevo scritto un post su Facebook che più o meno diceva così: “le coppie vanno all’Ikea perché hanno perso le istruzioni“.

Era una battuta, una freddura che voleva sottolineare un fatto: stare insieme e andare d’accordo è più difficile che montare un mobile dell’Ikea senza istruzioni, ed è meglio così, altrimenti sai che noia.

Oggi però voglio scrivere un articolo più specifico, partendo dal presupposto che la coppia scoppia 

coppia scoppia

più facilmente all’Ikea o in vacanza, almeno così sembra.

Anche per te è così?

Se devo andare all’Ikea faccio in modo di andarci da solo, così trasformo un’occasione di crisi in un’opportunità perché, se riesci a rimanere centrato, è un’esperienza d’avvero illuminante.

É come essere al centro dell’uragano e la tempesta perfetta sta per arrivare.

Posso osservare i vortici intorno a me senza farmi travolgere e, per differenza, mi sento un po’ più felice di quando sono arrivato e una vocina in testa mi dice “vai che l’hai scampata” e faccio un bel respiro soddisfatto.

Osservo le coppie  all’entrata e già al reparto divani posso vedere i primi segnali di divorzio.

Quando arrivano alle  lampade non c’è più speranza di ricomporre le fratture, si è come spenta la luce della ragione e vengono a galla rancori e sospesi fino alla quinta generazione, che neanche Dario Argento.

Poi alle casse la disfatta: la Caporetto della coppia.

Guardo quel che n’è rimasto, fasci di nervi che camminano come zombi che neanche strisciare la Mastercard riesce a placare anzi, spendere sempre  più del previsto per tutte le cazzate che anche questa volta 😂 hai messo in borsa preso dal raptus ,non fa che dare il colpo di grazia.

Ma non tutto è finito: c’è un finale a sorpresa.

Gli  Svedesi sono un popolo evoluto e conoscono i problemi della vita, così ti piazzano il reparto cibo proprio dopo le casse.

coppia scoppia

Tutto quel cibo svedese ti appare d’un tratto irresistibile no, non sono le lasagne della nonna, ma in quel momento non puoi resistere.

Il buco emotivo che il percorso di guerra ti ha lasciato deve essere riempito con qualcosa, fa niente se sono schifezze.

Del cibo come soluzione scriverò un altra volta , non avevo detto che avrei parlato del perché si litiga all’Ikea o in vacanza?

Mi sono fatto prendere la mano, così continuerò l’articolo nei prossimi giorni, facciamo che questa è la prima parte. 

Nel frattempo potresti iniziare a rifletterci

Che cosa hanno di uguale o di diverso queste due esperienze?

Perché è più difficile andare d’accordo all’Ikea o in vacanza?

Qual’è la tua esperienza?

Ci sono altre occasioni altrettanto pericolose per gli equilibri? della coppia?

Per adesso ho finito, spero ti sia piaciuto e che vorrai dire la tua nella forma che preferisci.

S.o.S Relazioni è una consulenza rapida, anche on-line per aiutarti a comprendere meglio la situazione nella quale ti trovi, così da poterla sbloccare e trasformare.

Affrontare e gestire meglio relazioni difficili, insoddisfacenti o in crisi è il centro della consulenza.

⌘Rapida perché il primo obiettivo è dare una scossa a situazioni bloccate, nelle quali ci si sente impotenti, incastrati e senza via d’uscita.

⌘ On- line per venire incontro a problemi di tempo e di lontananza.

P.s.

Inizialmente volevo iniziare questo articolo con un titolo più provocatorio e ironico: 

“vuoi chiudere la relazione ma non sai ne cosa dire, ne come fare? “

Una soluzione c’è.

Portala in vacanza al mare e, quando siete là , in un giorno di pioggia la inviti, candidamente, ad andare all’Ikea.

Lei sarà piacevolmente sorpresa perché inconsapevole del tuo diabolico piano.

Scherzi a parte , al prossimo articolo.

Paride.

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Paride.

L’ansia nel 2018: Zerocalcare e gli studenti al campus Einaudi di Torino

Quando ti fai guidare dall’istinto, puoi stare certo che quello che arriva avrà una sua coerenza con il tuo percorso di vita e con il punto nel quale ti trovi: così è stato ieri.

Ieri, appunto, sono andato al Campus Einaudi a Torino ad ascoltare Zerocalcare che presentava il suo libro “Macerie ( prime ) sei mesi dopo” per poi rispondere alle domande degli studenti.

Entrare all’università è una cosa che mi ha sempre emozionato, poi ieri eravamo all’aperto, il cielo sereno e  tanti giovani.

Mentre aspettavo, non so bene perché,  le emozioni si impastavano con le riflessioni: riflessioni su di me, sul periodo che stiamo vivendo, sul futuro di questi ragazzi,  sui loro sogni, sulle loro speranze e preoccupazioni.

Non posso negare che ho pianto un po’ 😥, non è che mi sono messo a frignare, ma semplicemente un paio di lacrime mi hanno solcato il volto e ho sorriso perché erano lacrime felici.

Che periodo storico è questo per loro?

Con che cosa si misurano?

Cosa c’è di diverso, a parte cose esteriori e banali, rispetto a 30 anni fa, quando io avevo 20 anni?

Ora non farò un articolo lunghissimo per cercare di dare risposta a queste domande, parlerò solo un po’ dell’ansia e di poco altro. 

Non ho letto i libri di Zerocalcare anche se lo farò a breve, non conoscevo bene neanche i titoli e proprio il titolo è stata la prima cosa che mi ha colpito, la prima risposta:  “Macerie Prime”.

Macerie Prime è un chiaro gioco di parole, un allusione alle Materie Prime ora, uno degli aspetti che sottolineo di più, con le persone che si rivolgono a me, è proprio il fatto che le macerie della nostra vita, le cose che non vanno e i problemi sono proprio le materie prime sulle quali ri-costruire, mentre il problema è che quasi tutti non vogliamo averci a che fare perché le consideriamo, appunto, solo macerie, materiale di scarto.

Poi, l’altra cosa che mi ha colpito è stato questo continuo emergere della parola ansia.

Che cos’è l’ansia?

Perché ci viene?

Quale messaggio porta con se?

L’ansia della quale parlavano gli studenti era riferita allo stato d’animo prima di un esame oppure per il futuro in generale.

Ansia e angoscia hanno la stessa radice, “angustus”, che significa stretto. Anche angina ha la stessa radice infatti , quando ti viene, ti senti come soffocare. Quindi l’ansia è come un messaggio che ti dice che la tua vita è stretta, un po’ chiusa e statica.

Ci sta che quando devi sostenere un esame ti venga l’ansia proprio perché è una situazione chiusa, con delle sue regole certe: o hai studiato oppure non passi o passi con un voto basso.

Quando la nostra vita è troppo normata, troppo regolamentata o troppo razionale, l’ansia te lo dice, ma la soluzione non è solo farsela passare, piuttosto usarla come Materia Prima e non Maceria prima.

L’ansia ci interroga su come è la nostra vita oggi e su cosa posso fare per migliorarla, quali elementi mancano o sono carenti e così via.

Poi c’è l’angoscia da futuro; che cosa farò? Troverò lavoro? Riuscirò a fare ciò per cui sto studiando?

Questo tipo di ansia non è per le cose chiuse e strette, ma piuttosto è perché le cose sono liquide, indefinite e incerte: larghe. 

Come puoi vedere sto parlando di due opposti, facce diverse della stessa medaglia e, integrare gli opposti, è la base del mio lavoro di coach, perché le persone oscillano spesso tra gli estremi, ma trovare la via di mezzo è la soluzione.

Siamo passati da una società che era molto chiusa e piena di regole: in famiglia, in chiesa, a scuola o dove ti pare, e questo generava ansia e angoscia, perché così si vive male.

Forse hai vent’anni e non hai vissuto questa chiusura.

Da un po’ di anni invece molte regole o gabbie sono saltate, c’è stato uno spostamento da un maschile chiuso ad un femminile aperto, e mentre prima l’ansia era da soffocamento, ora è da spaesamento .

( ho scritto un articolo su questo, lo trovi qui ) 

Come se ne esce?

Cosa si può fare?

L’ansia, più semplicemente, al di la dei contenuti, è sempre uno scollamento tra il corpo e la mente, si crea come uno spazio vuoto nel quale possono nascere le preoccupazioni per l’esame o per il futuro, quindi quando sei presente non c’è posto per l’ansia.

Allora tutte le pratiche sulla presenza possono essere d’aiuto, ma io non credo che da sole possano bastare si, possono dare una mano, ma spesso non sono risolutive, cos’altro serve?

Agire, fare qualcosa ed essere presenti a quello che si sta facendo è un altro modo.

Ma la cosa forse più importante è la costruzione di quelli che chiamo punti fermi, che mi permettono di non farmi travolgere dagli eventi “stretti”, così come non mi fanno spaventare per quelli “ampi”.

Come si fa in pratica?

La prima cosa è diventare consapevoli e poi si inizia a fare qualcosa, l’importante è uscire dall’indecisione.

Più stai con i pensieri ansiosi più ti viene ansia; più scappi dall’ansia e più quella tornerà a farsi sentire, fino a quando non l’avrai affrontata come si deve.

L’ansia non è una maceria prima, è unamateria prima, così come tutte le altre espressioni di un disagio, quindi non si tratta di curare una malattia, ma comprendere la strada migliore èla crescita: più la mia vita cresce, più i miei punti fermi sono solidi, meno ansia avrò.

Credo di aver scritto anche troppo e considera che mi sono trattenuto ma, se vuoi approfondire seguimi, oppure mi contatti, oppure lasciamo fare l’istinto, che lui sa che cosa è bene fare, lui sa dove sono le risposte, anche se spesso sono sbagliate ( C. Guzzanti ).

Cosa mi auguro?

Più macerie per tutti così da poter iniziare a costruire la vita come vogliamo e smettere di aspettare che ci cada dall’alto.

Puoi contattarmi a: 

Paride 3332208735

coaching@effettozen.com 


 

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Spazzatura Relazionale: chi la butta? [ SoS Relazioni]

Chi butta la spazzatura? [ s.o.s. relazioni ]

In tutte le relazioni, a partire da quella con noi stessi, si crea sempre, e dico sempre, del “materiale di scarto” o spazzatura relazionale, che  spesso nessuno vuole vedere..

É la stessa cosa che succede con la spazzatura vera: per tanti anni abbiamo fatto finta di non vederla, ci bastava buttarla nel cassonetto e poi non erano più affari nostri.

Ma oggi ci siamo svegliati è sappiamo che era un’illusione, perchè tutti quei rifiuti stanno tornando indietro, contaminano il cibo, l’acqua e l’aria che mangiamo, beviamo e respiriamo.

Allo stesso modo, tutti gli scarti relazionali stanno tornando indietro e stanno contaminando il “cibo, l’acqua e l’aria” che mangiamo, beviamo e respiriamo nelle nostre relazioni.

Far finta che i rifiuti  non ci riguardino non va più bene, ma non abbiamo ancora la stessa consapevolezza per quel che riguarda la spazzatura emotiva/relazionale: ancora facciamo fatica ad accettarne l’esistenza.

Ma questa cecità, questo voler girare la testa dall’altra parte, non funziona più, perché la spazzatura relazionale sta minando alla base tutte le nostre relazioni. in primis sempre quella con noi stessi.

La spazzatura la possiamo vedere come un ostacolo che non vogliamo, oppure come una parte integrante della vita, con il suo valore, che puo’ essere trasformata in carburante per far crescere le cose.

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè, ma cantare una canzone non è la stessa cosa di applicare veramente la metafora alla nostra vita.

Allora: Chi butta la spazzatura? [ S.o.s. Relazioni ]

in ogni relazione, a partire da quella con noi stessi, si forma sempre, e dico sempre, una parte di scarto;

il problema è che nessuno vuole averci a che fare, fino a quando la discarica non è piena.spazzatura relazionale

Prova a pensare al cibo: quando mangiamo qualcosa che ci piace, come il nostro cibo preferito, non  assimiliamo tutto, non possiamo pensare di trattenere tutto dentro, no?

C’è sempre una parte che dobbiamo scartare, c’è sempre una parte di rifiuto che si crea. Insomma, regolarmente, e se non sei regolare son dolori, bisogna andare in “quel posto”, punto.

É così con il cibo, è così in natura, ed è così in ogni altro ambito della vita.

Le scorie:

  1. vanno buttate.
  2. vanno gestite.
  3. ed è importante cercare di produrne meno.

Purtroppo questa è una verità che non viene quasi mai contemplata, ne accettata e viene nascosta per motivi molto antichi e profondi, che non posso approfondire in questo articolo,

ma puoi iniziare a chiederti:

  • é così?
  • sento che è così?
  • posso riconoscere che è così?
  • o non accetto che è così?

Prendiamo ad esempio la coppia, ma la stessa cosa succede con i figli, sul lavoro, con noi stessi: abbiamo solitamente due grandi categorie:

  1. le coppie che non contemplano neanche minimamente  ci possa essere del negativo ( spazzatura )  nella loro relazione.
  2. le coppie che, all’opposto, vivono “solo” di negativo:  il meccanismo è lo stesso ma invertito.

Nel primo caso la relazione si basa molto sul negare il negativo; nel secondo invece il negativo è il carburante e la base della relazione. ( trovare sempre un pretesto per litigare; addossarsi continuamente colpe; etc)

Sei nel primo o nel secondo caso?

E quale pensi sia meglio?

Verrebbe da pensare che sia meglio vivere solo al positivo, ma non è così anzi, in alcuni casi è vero proprio il contrario.

  • Chi vive in prevalenza di negativo è come si fosse  “allenato” per affrontarlo quando si presenterà veramente.
  • Per chi vive solo di positivo, il presentarsi del negativo potrebbe essere, invece, un evento traumatico che manda all’aria tutto.

La verità è che sono due opposti, due estremi che vanno bilanciati: non possiamo vivere bene solo al positivo, che che ne dicano tutti i sostenitori del pensiero positivo e para-gurate  simili, così come non si può vivere solo al negativo.

Le persone che incontro, sia nel mio lavoro che nella vita di tutti i giorni, hanno spesso molta difficoltà nel  bilanciare e vivere tutti e due gli opposti.

Altre persone hanno la consapevolezza di questo, ma spesso è più una comprensione di testa, intellettuale, che un vero e proprio modo di vivere.

Detta più semplicemente:

sappiamo che è così, ma non vogliamo che sia così.

Perché? Beh, questo in un altro articolo…, oppure scrivimi di te e ne parliamo.

Se viviamo solo al positivo dopo un po’ ci stanchiamo, ci annoiamo, sentiamo che manca qualcosa. Allora ci mettiamo alla ricerca di un altro partner illudendoci che posso cambiare qualcosa.

Oppure quando c’è della spazzatura, non ne cogliamo il significato profondo, la banalizziamo, cerchiamo di non vederla, fino a quando non si ripresenterà, magari sotto altra forma, ma sempre con lo stesso messaggio.

Allora chi inizia a buttare la spazzatura?

Il Coaching Effetto Zen si propone di aiutarti nello smaltimento, ma sopratutto per iniziare a capire come si creano i rifiuti, non per eliminarli, perché non è possibile, ma almeno per ridurli e, ancor di più, imparare a gestirli correttamente.

Ma la cosa più intrigante è l'economia circolare: 

come rimettere nel ciclo produttivo i rifiuti?

Nel nostro caso diventa: come possono diventare i rifiuti una parte importante per far crescere la mia vita e tutte le mie relazioni?

Ho studiato un approccio alle relazioni che ho chiamato: S.o.S. Relazioni, funziona così:

  • facciamo un primo incontro gratuito via Skype, per Torino e non; a Torino anche di persona.

In questo primo colloquio ci conosciamo e vediamo insieme se e come procedere.

Se decidiamo di proseguire allora:

  • faremo altre tre sessioni, sempre su Skype o di persona a Torino.

Gli obiettivi di queste tre sessioni sono molteplici e possono cambiare da persona a persona, ma proverò a riassumerne qualcuno.

  1. Dare una scossa alla  situazione perché magari hai solo bisogno di “vederla” con occhi nuovi.
  2. Capire che cosa è in tuo potere e che cosa puoi fare per migliorare le cose, piuttosto che pretendere dagli altri.
  3. Cambiare qualcosa, anche quella che può sembrare una piccola cosa, può avere degli effetti sorprendenti su situazioni che ci sembravano senza soluzione. ( questo punto corrisponde ad un grande principio: più agiamo sul problema più il problema sembra aggravarsi, e molte volte è così. Per questo si cerca: o di agire in modo diverso, o di agire  non direttamente sul problema.
  4. Scegliere e decidere di fare un percorso più profondo con me, oppure qualche altre cosa che abbiamo capito essere importante per te.

Ho pensato a questo tipo di intervento  breve [ S.o.S.  ] perché molti continuano a rimandare perché non hanno tempo o pensano di non averlo.

Poi ho pensato di farlo anche on-line via Skype, sia per risparmiare tempo, sia perché ho la presunzione di avere competenze efficaci che non voglio limitare alla sola Torino.

L’articolo è finito, spero che in qualche modo ti sia servito e che abbia stimolato la tua curiosità.

Uso sempre una frase per chiudere:

°puoi continuare a rimandare, puoi continuare a fare le stesse cose o addirittura continuare a non fare niente, in tutti questi casi i risultati già li conosci, no?

°oppure puoi uscire dall’indecisione, mi chiami o mi scrivi e noterai che solo fare questa azione ti porterà già giovamento.

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo  che sono difficili. ( Seneca )

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Chiamami:  Paride 3332208735

Scrivimi: coaching@effettozen.com

Un porto è un’opportunità per chi parte e per chi arriva.

Un porto è un’opportunità  per chi parte e per chi arriva.
Chiudere i porti vuol dire, metaforicamente, ingabbiare la vita, chiuderla e farla morire.
 
Qualcuno si potrà sentire più sicuro con i porti chiusi, ma è solo un’illusione, una finzione.
 
Ogni volta che chiudiamo le porte ad una parte della vita è come se facessimo morire qualcosa dentro di noi.
 
Lo facciamo ogni volta che escludiamo qualcosa o qualcuno, ogni volta che non ascoltiamo l’altro, ogni volta che ci chiudiamo, per paura, nelle nostre pseudo certezze perché, se fossero tali, non avrebbero proprio bisogno di essere protette.
 
La chiusura non fa mai bene ha nessuno, la vita è molteplicità, differenza e diversità, mentre quello che facciamo continuamente è proprio cercare di circoscriverla, di dividerla in pezzi e di far fuori tutto ciò che è diverso da noi.
Se la  vita langue è perché,nel nostro porto,
facciamo attraccare troppe poche cose.
Lo facciamo tutti i giorni e, la chiusura dei porti che ci indigna tanto, altro non è che uno specchio della nostra ombra, uno specchio di tutte le volte che siamo noi a chiudere il nostro porto, così da illuderci di sentirci un po’ più sicuri, ma : 
°è come fare il bagno è pretendere di non bagnarsi,
°è come innamorarsi è pretendere di non farsi male,
°è come vivere e pretendere di non morire un po’ ogni giorno. 
Attenzione però a non sentirci quelli diversi, i migliori, quelli che non chiudono i porti, perché non è così: chiudere, escludere  e dividere la vita è un’operazione che facciamo ogni giorno tutti quanti.
Una domanda  potente potrebbe essere :
° che cosa oggi sto tenendo fuori dalla mia vita?
° da che cosa mi sto difendendo?
° perché?
° e quale risorsa potrebbe esserci in questa esclusione?
Un porto è un’opportunità:
  • per chi è sulla terra ferma di prendere il largo, andare per acqua, lasciare le certezze e navigare la vita.
  • per chi è in mare è l’opportunità di potersi fermare un po’, riprendere fiato e iniziare a costruire qualcosa di solido sulla terra ferma. 

Sono cicli, null’altro che cicli:

non si può vivere sempre e solo di certezze come nella terra ferma,

così come non si può vivere sempre e solo senza punti di riferimento come in acqua.

Se vuoi commentare e dirmi che cosa ti ha toccato di questo articolo, potrebbe essere un’opportunità, no?

Paride.

 

 

Crescere non è scappare ma…..

Claustro_fobia / Agora_fobia

Paura o ansia per gli spazi chiusi/stretti.
Paura o ansia per gli spazi aperti/larghi.

Possiamo prendere queste fobie, opposte, come delle metafore sulla vita, come due stati d’animo che sperimentiamo continuamente.

Oscilliamo tra situazioni che sentiamo strette, chiuse, compresse, solide, pesanti e senza via d’uscita,
ad altre che sentiamo larghe, aperte, liquide/gassose e senza punti di riferimento.

Nel primo caso sperimentiamo soffocamento, nel secondo smarrimento.

Le persone iniziano percorsi di crescita perchè partono, quasi sempre, da situazioni strette, situazioni che sentono non essere più nutrienti, situazioni che sentono essere soffocanti. ( ma si parte anche dall’opposto )

Può essere che sentiamo stretta la vita in generale, oppure un lavoro, una relazione di coppia, con i figli, un progetto e qualsiasi altra cosa possa venirti in mente, non ultima, spesso, è la relazione con noi stessi che sentiamo stretta.

Quello che succede però è che quando iniziamo ad allontanarci dalla situazione claustro_fobica iniziamo a sentirci smarriti, spaesati e spaventati: non abbiamo più punti di riferimento e sentiamo forte la spinta a tornare indietro.

Questo è probabilmente la parte più importante e sottovalutata di ogni processo di cambiamento, mi spiego meglio: noi vorremmo magicamente passare da una situazione ad un altra, saltando a piedi pari la fase di transizione, perchè?

Perchè facciamo difficoltà a sostare nell’incertezza, abbiamo paura dell’ignoto e vorremmo che nella nuova situazione siano ancora presenti i vantaggi che comunque avevamo nella precedente situazione.

La transizione è il periodo più difficile e non possiamo prevedere prima quando potrà durare, qui serve farsi legare all’albero maestro come fece Ulisse per resistere al canto delle sirene.

Come “cantano” le sirene?

Cantano canzoni nostalgiche, canzoni che dicono come era bella la situazione dalla quale vorremmo distanziarci e quanti vantaggi ci dava, non era poi così male, no? Allora perchè volerla cambiare?

Quello che le sirene non ci cantano e ci tengono nascosto sono invece i limiti che c’erano, le ristrettezze e le difficoltà.

Qui siamo nel regno dell’ambivalenza e dell’indecisione.

Questo è il momento più importante, difficile e sottovalutato, il momento decisivo nel quale si vede quanto siamo convinti, quanto siamo decisi, quanto riusciamo ad usare la nostra sana aggressività.

Se non abbiamo ben chiaro il nostro progetto, cosa ci guida, quali sono i valori e le convinzioni che abbiamo e che tipo di vita vogliamo vivere, allora qui torniamo indietro, accampando mille scuse e accuse, spesso attribuite agli altri e quasi mai a noi stessi.

Concludendo, come spesso faccio notare, la crescita non è un passare da un opposto ad un altro, in questo caso passare da situazioni chiuse ( soffocamento ) ad altre aperte ( smarrimento ), ma piuttosto si tratta di un bilanciamento, di una integrazione degli opposti, possiamo dire che:

posso stare in situazioni chiuse, senza sentirmi soffocato,
posso stare in situazioni aperte, senza sentirmi smarrito.

Come si fa?

-Mentre sto nelle situazioni chiuse ho un metodo, una visione, un modo di fare etc, che fanno in modo che la situazione “chiusa” sia in un continuo rinnovamento.

-Mentre sto nelle situazioni aperte/incerte conservo dentro di me dei punti fermi, dei valori, dei principi che sono come una bussola che mi permette di navigare acque sempre diverse senza spaventarmi, senza scappare e senza distruggere.

Quello che succede più spesso in realtà è che scappiamo dalle situazioni chiuse/compresse senza trasformarle, senza darci il tempo della transizione. Le facciamo saltare per aria, le distruggiamo come bambini capricciosi che si sono stancati di un giocattolo; poi ne ricostruiamo di nuove, salvo accorgerai dopo un pò che tanto nuove non sono, se non in superficie, e la giostra continua a girare.

La vita è un continuum tra le polarità, un continuo fluire, un continuo passare dalla certezze, dalla solidità, dalla terra alle incertezze, alla liquidità , al cielo.

Proprio nel vuoto, proprio nel cielo possiamo trasformare le cose, rinnovarle, rivederle, ricombinarle, una volta fatto questo possiamo tornare alla terra con nuovi progetti e visioni, che a loro volta diventeranno ancora stretti, quindi pronti per altre trasformazioni.

L’ingrediente che più di tutti ci manca e che va “allenato” e rinforzato è la capacità di far morire i vecchi equilibri,

la capacità di metterli in discussione, la capacità di prevedere, prima che ci scoppino in mano, che anche nel massimo del loro fulgore hanno già i semi/segni di cedimento.

Se senti la spinta a metterti in viaggio, vuoi far morire il bruco e diventare farfalla, contattami senza indecisione 😊: non sai cosa potrà succedere, mentre sai benissimo cosa succede se continui a non fare niente.

Paride Galavotti

Cell. 3332208735

mail. coaching@effettozen.com

Skype. paridegalavotti

 

 

Serata Gratuita: introduzione al Coaching EffettoZen®

Serata GRATUITA : per conoscersi personalmente, per conoscere il Coaching EffettoZenⓇ e per iniziare a trovare le risposte a queste domande:

* Come posso uscire dall’indecisione?
* Come posso migliorare la relazione con me stesso e poi con gli altri ? ( con il partner; con i figli; con il datore di lavoro; con i dipendenti )

* Come posso accompagnare mio figlio adolescente?
* Come posso gestire al meglio i conflitti ?
* Come posso esprimere più personalità.
* Come come come…..

Le domande possono essere infinite, ma la risposta è sempre e solo una: crescendo.

Come posso crescere è la domanda più importante alla quale cercheremo di dare risposta.

* Qual’è la tua domanda?
* Che dubbi hai ?
* Cosa vorresti migliorare?
* Dove ti trovi in questa fase della vita ?

Sarà una incontro interattivo, dinamico e profondo, senza una scaletta precisa, ma piuttosto aperto alle cose che emergeranno, alle domande, ai dubbi e agli esempi pratici.

Proveremo a sfatare un pò di credenze sul coaching, e ci conosceremo di persona: forse la cosa più importante 😀.

Il primo obiettivo è che tu possa portare a casa qualcosa di utile per la tua vita.

La serata è GRATUITA, l’unica cosa importante è dare conferma della tua presenza, così da poter organizzare la sala al meglio.

Inizia ad uscire dall’indecisione, cosa potrà mai succedere?

Chiama, manda un sms o una mail :

Paride 333 2208735
coaching@effettozen.com
effettozen.com

Primo incontro:
Mercoledì 11 Aprile alle 20:45
presso: Giardino dell’Essere
Corso Trapani 59, Torino.

Secondo incontro:
Domenica 15 Aprile alle 10:45
presso Casa del Quartiere
Via Morgari 14, Torino.

Le date e i luoghi degli altri incontri sono da definirsi.

* É possibile fluire con il cambiamento?
* Come posso mostrare nuovi colori?
* Che tipo di traccia voglio lasciare?
* Che tipo di persona voglio essere?

* Che cosa è importante per me ora?

* Sono sicuro di saperlo?

Come ho già detto, non sarà una presentazione classica, ma piuttosto un cerchio di condivisione, un modo per conoscerci, conoscere il coaching e conoscere la mia particolare versione.

Il coaching è per tutti, è per chiunque voglia stare in viaggio, crescere e prendere in mano la propria vita.

Puoi iniziare a vedere chi sono e le mie esperienze a questo link http://effettozen.com/perche-io-torino-coaching-life-coaching-teen-coaching/.

Non potrai mai sapere il gusto di un piatto solo leggendo il menù, allo stesso modo, non potrai conoscermi solo leggendo chi sono, meglio farlo di persona, no?

La serata è GRATUITA, l’unica cosa importante è dare conferma della tua presenza, così da poter organizzare la sala al meglio.

Inizia ad uscire dall’indecisione, cosa potrà mai succedere?

Chiama, manda un sms o una mail :

Paride 333 2208735
coaching@effettozen.com
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Primo incontro:
Mercoledì 11 Aprile alle 20:45
presso: Giardino dell’Essere
Corso Trapani 59, Torino.

Secondo incontro:
Domenica 15 Aprile alle 10:45
presso Casa del Quartiere
Via Morgari 14, Torino.

Le date e i luoghi degli altri incontri sono da definirsi.