Come la vedo io: Vision 2

 

Mi piace fare il coach perché appaga la mia inclinazione ad essere curioso e creativo: la curiosità per tutto un mondo che il cliente mi porta, qualsiasi cosa dica o faccia per me è un’opportunità di viaggiare con lui e  sentire quello che sente lui.

Per navigare la vita serve farsi continue domande e la creatività aiuta nel trovare le risposte.

Come diceva Corrado Guzzanti:

"La risposta è dentro di te, e però: è sbagliata".

E sì, capita che la riposta sia sbagliata, ma ciò che conta veramente è che a un certo punto scegli e agisci e come diceva anche Yoda : 

"Fare o non fare, non c'è provare"

Ho chiamato il mio modello di coaching “Effetto Zen “ , e  nello zen c’è una massima che recita:

“Nell’agire, agite.

Nel pensare, pensate.

Soprattutto non tentennate”.

 

Superare l’indecisione e il rimandare  è uno degli obiettivi di un percorso di coaching, ma non è un cieco fare senza riflettere, anzi: una delle cose più importanti è quella di scegliere e agire dopo essersi messi in ascolto di se stessi, e per sentire bisogna darsi tempo,  rallentare e cambiare ritmo.

L'intelligenza non è questione di moto ma di quiete 
( G. Bruno ) 

Apro una breve parentesi sul ritmo ( vedi S.F.E.R.A ) e sull’essere creativi.

Una parte di quello che faccio è quello che chiamo Coaching Esperenziale, cioè favorire la crescita delle persone attraverso un’attività pratica e coinvolgente come suonare delle percussioni in cerchio o “Drum Circle”. Quindi, in questo caso, la mia creatività si è espressa trovando punti di contatto tra il suonare percussioni e il fare coaching, ed è solo un esempio di come la creatività si concretizzi spesso tramite l’unione o intreccio di aspetti all’apparenza distanti.

Riuscire a passare da un paradigma O/O cioè, o questo o quello (escludente/contrazione), che è il nostro funzionamento di base, ad un paradigma E/E cioè,  sia questo che quello (includente/ espansione ),

è uno dei punti fermi del coaching, perché quello che vogliamo è crescere, e la crescita passa per un’espansione. 

In altre parole una domanda che abbiamo sempre in mente è:

“come può questa mia abilità, attitudine o esperienza 
essermi utile per realizzare l’obiettivo che mi sono dato?"

Per esempio posso essere una persona che gioca a tennis e intanto sto facendo un coaching per migliorare la relazione con mia moglie, con i figli o con il mio capo. In questo caso  quello che cercheremo sono le “caratteristiche” del mio tennis (come io gioco a tennis, cosa penso del tennis, etc) che posso portare nella relazione per migliorarla.

Una cosa che mi piace fare e che mi piace trasmettere agli altri è di agire con personalità,  per lasciare una traccia ed essere riconoscibili: definirsi.

Definirsi o esprimere più personalità è molto utile, oltre che per se stessi, anche per gli altri, soprattutto con i figli, con il partner o sul lavoro.

Definirci ci aiuta ad andare oltre quegli schemi che ci tengono fermi, e passiamo dall’essere reattivi all’essere proattivi, smettendo così di delegare la responsabilità, quindi anche il potere, all’esterno. 

Tornando all’indecisione (rimandite) diceva Seneca

“non è perchè le cose sono difficili che non osiamo, 

ma è perchè non osiamo ( agiamo) che sono difficili.’

Siamo pieni di scuse, mille se e mille ma che nascondono solo la nostra difficoltà a decidere.

Ti voglio svelare un segreto, che poi tanto segreto non è, diciamo una cosa importante che non è mai male ripetere :

spesso ciò che ci tiene fermi, il nostro sabotatore interno, non è solo la paura del fallimento ma, avrai già capito 😊, ciò che ci blocca di più è  la paura del successo che, paradossalmente, è più difficile da superare.

Un’altra citazione; eh lo so sono tante, ma questa è particolarmente bella e profonda, di sicuro la conosci già, però è sempre stimolante rileggerla:

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. 

La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. 

E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. 

Ci domandiamo: 

“Chi sono io per essere brillante, pieno di talento,favoloso?” 

In realtà chi sei tu per non esserlo? 

Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. 

Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi 
cosicché gli altri si sentano sicuri intorno a noi. 

Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. 

Siamo nati per rendere manifesto ciò che è dentro di noi. 

Non solo in alcuni di noi. 

In ognuno di noi. 

E’ come se dentro di noi ci fosse un grande diamante con 
mille facce: alcune sembrano risplendere più di altre e 
ogni persona possiede, nel suo petto, un fulgido diamante 
con mille facce luminose. 

Il diamante è perfetto, senza la minima incrinatura. 

La sola differenza con gli uomini è il numero di facce che la nostra anima  ha reso brillanti e luminose. 

Ogni diamante è diverso e ognuno è perfetto. 

E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, 
inconsapevolmente, diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. 

(Marianne Williamson, citata da Nelson Mandela, durante il suo discorso di investitura a presidente, 1994).

Se  senti la spinta a risplendere di più, se hai dei “perché” che vuoi esplorare e realizzare e vuoi saperne di più, puoi  iniziare a fare la mia conoscenza, e contattarmi  senza indecisione 😊:

non sai cosa potrà succedere, mentre sai benissimo cosa succede se continui a non fare niente.

Paride Galavotti

Cell. 3332208735

mail. coaching@effettozen.com

Skype. paridegalavotti