Sono in coppia ma non mi sento me stessa: Relazioni Dinamiche

Sono in coppia ma non mi sento me stessa.

Ti è mai capitato di dire o di pensare che nella relazione di coppia non ti senti te stessa perché non sei spontanea e naturale?

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Pensi spesso che nella coppia è come se vivessi al minimo mentre quando sei con gli amici ti senti più spigliata, più sciolta e più a tuo agio?

Sono frasi che ho sentito dire tante di quelle volte che ho perso il conto ed ogni volta so che non è la verità, almeno non tutta la verità.

Partiamo con il botto: se sei in una relazione e ti senti bloccata e/o limitata e credi che, in un modo o in un altro, dipenda dal tuo partner, allora perché non esci dalla relazione, chiudi e guardi avanti?

Uno dei perché potrebbe essere lo stesso che ti sta facendo leggere queste righe, c’è una vocina o una sensazione dentro di te che dice:  “anche chiudendo risolverei poco”, giusto no?

Dall’altra parte c’è un’altra vocina che “suggerisce”, o forse sarebbe meglio dire  impone, che è giusto continuare per aggiustare le cose.

Il problema è che “aggiustare le cose” non è rivolto quasi mai verso noi stessi ma significa, piuttosto, voler aggiustare l’altro, perché è l’altro che non ti permette di essere te stessa, vero?

Si lo so che ogni tanto ti vengono i sensi di colpa e così oscilli tra l’accusare e il prenderti tutte le responsabilità ma, alla fin fine, torni a pensare che è colpa sua, o no?

Non lo so nel tuo caso com’è, ma questo saltare da un opposto all’altro lo conosco bene: è un continuo movimento mentale che non porta nessun cambiamento reale e tutto continua a ripetersi.

Anche quando l’amicizia è stretta, anche quando l’amicizia è profonda, è sempre meno profonda di una relazione di coppia: sono due livelli diversi che non andrebbero mai messi sullo stesso piano.

Mi piace giocare con le parole allora voglio darti questa immagine:

l'amicizia è come fare snorkeling

snorkeling, superficie, amicizia
la coppia è come fare immersioni.

immersione, profondità, coppia

 

Più scendi in profondità più è scuro e difficile, serve “allenamento” e a nessuno verrebbe da dire: “ eh ma quando faccio snorkeling mi sento più a mio agio e non capisco perché quando mi immergo….”, chiaro no?

Sono due sport diversi, punto.

Allora è chiaro che stare in coppia ci spinge ad andare più in profondità, ma se noi facciamo difficoltà a scendere giù, allora ci racconteremo la storia che non siamo noi stessi nella coppia ma lo siamo con gli amici: ma è solo una storia.

La verità è che sei sempre te stessa, solo che in un caso ti confronti con aspetti più superficiali, mentre nell’altro con tematiche più profonde.

C’è una te stessa che si sente a suo agio in superficie e un’altra te stessa che si sente a disagio con la profondità.

Se è così, quando è così ( ogni caso andrebbe visto a se ), scappare dalla profondità non serve, quello che serve è un percorso di crescita per essere a proprio agio anche nelle cose più profonde.

Parliamoci chiaro: la vita senza profondità è piatta. 

Magari ti stai chiedendo che cosa intendo per profondità?

Non posso trattare il tema in questo articolo ma cerco di dartene un’altra immagine che viene molto usata, quella dell’iceberg.

iceberg, 8%, 92%, vedere, non vedere

Noi di un icerberg vediamo solo l’8%, il restante 92% non lo vediamo.

Spesso le nostre relazioni si basano solo su quell’8% e tutto il resto non lo vediamo o non vogliamo vederlo.

La relazione con gli amici può anche reggersi sull’8% ed è, appunto, più superficiale ma, se vogliamo relazioni più vere e profonde, abbiamo bisogno, n-e-c-e-s-s-a-r-i-a-m-e-n-t-e, di immergerci per conoscere, un po’ alla volta, il restante 92%.

Anche una coppia può reggersi per tanto tempo solo all’8%, una volta era così, ora le cose sono cambiate ed è sempre più difficile perché un po’ tutti si stanno orientando verso una vita più superficiale.

Cosa fare allora?

* C’è chi sceglie di non stare più in coppia, mai più!!

* Altri scelgono di far finta di niente e continuano a stare in coppia all’8%.

In un caso e nell’altro la profondità farà comunque capolino ciclicamente e ognuno l’affronterà come meglio crede.

 * Poi c’è un’altra strada, che consiste nel non buttare il bambino con l’acqua sporca, non buttare la via la coppia, restarci, ma cercando di farla transitare dall’8% ad una percentuale migliore.

É una bella prospettiva, spero di essere riuscito a trasmettertela ( anche nella comunicazione vale il principio dell’iceberg, spesso arriva solo l’8% ).

Per approfondire scegli il mezzo che più preferisci, le mie consulenze partono sempre con un primo colloquio telefonico o via skype gratuito e, di sicuro, dopo avrai le idee più chiare.

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Relazioni Dinamiche.

 

Vuoi vivere facendo snorkeling o ci facciamo anche qualche immersione?

Paride.