Sos Relazioni / La Base: i 3 punti fermi.

SoS Relazioni sos relazioniRiciclo Emozionale

Ritrovare

slancio, energie, risorse e motivazione

attraverso il Riciclo Emozionale

Sos Relazioni / Riciclo Emozionale è una consulenza di coaching  che parte dalle relazioni perché è nelle relazioni più strette che i nostri limiti vengono alla luce.

Se hai letto la storia del vecchio ubriaco che cerca le chiavi, adesso iniziamo a vedere meglio come si sono create le nostre zone d’ombra e perché le Relazioni sono solo un indicatore del nostro grado di “salute” personale.

Se non l’hai letta questo è il link

sos relazioni

Per iniziare a scrivere un’altra storia

dobbiamo prima capire come abbiamo scritto quella passata.


Buona lettura e fammi  sapere cosa ne pensi

SOS RELAZIONI / Riciclo Emozianale

sos relazioni

 

1) Le Relazioni strette ci spingono ad uscire dalla nostra comfort-zone ( gabbia ) perchè  fanno emergere aspetti che nelle altre relazioni riusciamo a tenere in ombra.

Queste parti che le relazioni riportano a galla sono una minaccia al nostro equilibrio e, allo stesso tempo, un’opportunità di crescita.

2) Questi aspetti, che vengono risvegliati dalle relazioni, sono parti nostre e solo nostre: non c’entrano con la relazione.

Quì non troverai un modello di intervento diretto sulle relazioni.

Prima di arrivare alle relazioni con gli altri, ci concentriamo su quella con noi stessi: da lì parte tutto e lì c’è la chiave che stai cercando.

Quindi, se sei alla ricerca di qualcosa per “aggiustare” una relazione di coppia o un rapporto con un figlio, oppure sei alla ricerca di una relazione soddisfacente sei nel posto giusto, ma solo se condividi questo presupposto: partiamo sempre da noi stessi e la relazione la lasciamo sullo sfondo.

3) Abbiamo nascosto queste parti, non per capriccio o per un caso del destino, ma perchè erano “scomode”.

Prima di approfondire il punto, due precisazioni.

* Non sarò breve perché schiarire le acque per vedere meglio richiede tempo e ancora di più ne serve per andare in profondità e per iniziare a mettere in dubbio il tuo modo di vedere le cose.

Capirai, continuando a leggere, come sia importante prendersi questo tempo per scuotere un po’ la fortezza “inespugnabile” che, un po’ tutti, siamo.

* Nel mio caso questa regola vale ancora di più  perchè il punto di vista che porto e il mio modello di coaching sono, per diversi motivi,  unici e originali, quindi necessitano di più parole per essere, almeno in parte, trasmessi.sos relazioni

Vediamo:

1) quali sono queste parti che abbiamo nascosto
2) perchè l’abbiamo fatto
3) quali “danni” arrecano a noi e alle nostre relazioni

[ 3)Abbiamo nascosto queste parti, non per capriccio o per un caso del destino, ma perchè erano “scomode”.]
sos relazioni

SoS Relazioni / Riciclo Emozionale

sos relazionisos relazioni
SoS Relazioni Riciclo Emozionale

3a) Infanzia

sos relazioni
Nel livello più profondo ci sono tutte le cose che abbiamo sepolto, legate ai primi anni di vita.

Sono tutte le esperienze/emozioni che erano troppo dolorose e forse incomprensibili agli occhi di un bambino e che, per un meccanismo di protezione, abbiamo nascosto in profondità.sos relazioni

Come essere umani siamo impostati per rifuggire i pericoli e il dolore, più che per andare verso il piacere ed è interessante notare che questo meccanismo è ancora attivo, anche adesso che siamo adulti.

Il danno che arrecano, prima di tutto a noi stessi, è molto “grave” e lo dico in maniera molto schietta ed è questo:

Per non sentire il dolore limitiamo anche la nostra capacità di sentire in generale: sia il dolore che le cose piacevoli o positive.

Ci congeliamo: congeliamo quelle parti fissandole nel corpo e diventiamo sempre meno flessibili, sia fisicamente che mentalmente, mano a mano che aggiungiamo strati di “ghiaccio”.sos relazionisos relazioni

É come se hai una macchina ma ci vai solo in prima marcia perchè,
se mettessi le marce  più alte,  sentiresti delle vibrazioni .sos relazionisos relazioniPer non sentire le vibrazioni ci accontentiamo di viaggiare al minimo, che può anche andare bene se viaggiamo in pianura, ma quando la strada si fà un po’ più ripida, la macchina si ferma o arranca.

Questo è il modo in cui viviamo le nostre vite e le relazioni.

Andiamo al minimo per non sentire vibrazioni dolorose.

Ma quando le cose si fanno un po’ più difficili

le relazioni vacillano

vacillano i nostri progetti

vacillano la costanza e la fiducia

vacilliamo noi. sos relazioni

Prendiamo ad esempio la coppia.

Si capisce che questi aspetti dolorosi o scomodi sono nostri e solo nostri: la relazione è solo l’innesco che li risveglia.

Queste parti si intrecciano con quelle del mio compagno ( figlio ) ma, intrecciandosi, si potenziano al negativo, creando dei vortici caotici con la conseguente classica escalation di aggressività dei litigi.

Non è colpa di nessuno, sono semplici e banali meccanismi della vita, che è meglio conoscere se vogliamo viaggiare con le marce più alte.

*La vita e le relazioni seguono gli stessi meccanismi: sono pochi e non serve essere “scienziati” per comprenderli e metterli in pratica.

sos relazioniPiccola parentesi sul “sentire”.sos relazioni

Sul sentire si fa un gran parlare, sembra diventata una moda.

Non so se hai notato ma ci sono sempre più persone che dicono di”sentire”: è un gran proliferare di sensitivi.

Ma come facciamo a dire che “sentiamo” se abbiamo congelato il vulcano e se viaggiamo solo in prima marcia, proprio per non sentire le vibrazioni “dolorose”?

Quando siamo carenti di una parte/aspetto, in questo caso il sentire, entra spesso in gioco un meccanismo che si chiama sublimazione che è un po’ ambivalente perché:

Per coprire la mancanza del “sentire” mi costruisco una “realtà” nella quale IO SENTO al massimo livello. sos relazioniÉ come viaggiare in prima marcia, tornando alla metafora della macchina, ma raccontarsi e raccontare che andiamo a tutta velocità.sos relazioni

Parlando di coppia, la domanda è questa: come facciamo ad avere una relazione degna di questo nome se, alla base, non sentiamo o sentiamo poco?

É chiaro che la relazione metterà a nudo questa verità, ma piuttosto che vederci un’opportunità, siamo più soliti sentirci minacciati.

Allora cosa faremo quando l’altro, un compagno o figlio che sia, esprime delle esigenze legate a qualcosa che si sta risvegliando in lui?

E come facciamo con noi stessi quando quelle stesse parti chiedono di venire allo scoperto per essere ascoltate?

Salendo ad un livello più superficiale, cosa facciamo quando incontriamo queste parti negli altri, sul posto di lavoro o nelle amicizie?

E quando le incontri in un Coach, Counsellor, Psicoterapeuta o in un altro tipo di operatore delle relazioni d’aiuto, cosa succede?

Fare dei percorsi o scegliersi un “terapeuta” che non sia troppo scomodante per il nostro equilibrio, è una perdita di tempo e non è una scelta molto saggia, sos relazioniSos Relazioni / Riciclo Emozionale

sos relazioni

3b) Ciò che non ci diamo il permesso di essere

sos relazioni

Dopo le cose legate all’infanzia, dolorose o non comprensibili per un bambino, ecco un altro livello di “nascondimento”, passami il termine.

1) Abbiamo nascosto parti di noi che nel nostro contesto famigliare non erano gradite

2) abbiamo sviluppato di più ciò che la nostra famiglia voleva da noi.

( questo concetto è simile all’Ombra Junghiana, che non posso trattare per brevità, ma posso dire che nell’inconscio non ci sono solo pulsioni rimosse o esperienze dolorose, ma sopratutto risorse indispensabili al nostro viaggio )sos relazioni

Il danno principale di questo livello è che limiterà il nostro modo di stare nel mondo, la nostra profondità o, in una parola, la nostra personalità.

Questa ulteriore riduzione di potenza avrà conseguenze in ogni ambito della nostra vita, non solo nelle relazioni.

É non parlo solo di conseguenze che creano problemi, ma una conseguenza può essere semplicemente che va tutto bene, almeno in apparenza, ma se liberassi risorse da questi aspetti, chissà come potrebbe andare meglio?

Quì la frase chiave è “non darsi il permesso di”: non ci diamo il permesso di essere o di vivere certe esperienze, comportamenti o emozioni.sos relazioni

Se in famiglia mi dicevano sempre che ero pigro (stai sempre a dormire, non fai mai niente) io avrò sepolto la prigrizia e non mi darò il permesso di non fare niente e riposarmi.

Per essere visto e riconosciuto dalla famiglia, avrò messo in un sacco la pigrizia per buttarmi sull’attività.

Queste persone, anche quando provano a riposarsi, si buttano sul divano ma non riescono a staccare la mente e quello non è esattamente un riposare, proprio perché non si danno questo permesso in profondità.

Si può lavorare su questo aspetto molto importante, perchè avere la capacità di attivarsi quando c’è ne bisogno e di spegnersi quando dobbiamo recuperare, è una delle capacità più importanti e utili se vogliamo essere efficienti e non sempre in riserva.

É un concetto che si può riassumere in questa frase “affossare le valli per innalzare i picchi”.  ( G. Vercelli : S.F.E.R.A® Coaching ) ( Ritmi Ultradiani )sos relazioni

Allo stesso modo non mi darò il permesso di essere triste, depresso, pesante, “aggressivo“, potente (……) se nella nostra famiglia ci hanno “educato” così.

Ma potrebbe essere che non mi dia il permesso di essere felice, positivo, leggero e remissivo, se nella mia famiglia era questo che non era permesso essere.

Ma fai attenzione, perché la mente è brava ad ingannarci e farci credere quello che vuole.

Per esempio, ammettiamo che io non mi dia il permesso di essere “depresso” ( un po’ giù di corda ) , allora vivrò solo il suo opposto e cercherò di essere una persona entusiata e ottimista.

Niente di male in questo, sia chiaro, ma il discorso è che ciò che ho messo nel sacco, in questo caso la “depressione”, CONTINUERÁ ad influenzerà la mia vita, questo è il punto e questo è il motivo per cui occorre RICICLARE, non solo per salvaguardare l’ambiente esterno ma anche e sopratutto quello interno.

Questo non significa che se lavori con me ti dirò di essere “depressa”, ci mancherebbe, ma lavoreremo sul darsi il permesso di esserlo, depressa.

Se non accettiamo che nella vita ci sono sempre due opposti e che tutti e due hanno una loro importanza allora, anche l’opposto “positivo” ne risentirà e non saremo veramente “ottimisti” e non ci sapremo veramente riposare. sos relazioniSpesso, quando facciamo pace con la parte giudicata negativa succede che il positivo vien da sè, senza nessuna forzatura.sos relazioni
Io non so a che punto ti trovi, non so chi sei, nè quali sono i tuoi percorsi, ma ho un talento nel far emergere le contraddizioni.

In questa tendenza ad escludere e voler rifiutare aspetti della vita, una che va tanto di moda è quella di selezionare le persone con le quali ti relazioni.

In pratica non vanno bene le persone aggressive, negative, lamentose o i vampiri di energia, giusto per fare degli esempi, ma l’elenco può essere più lungo.

La domanda riflessione è questa: ma se il mondo la fuori è un mio riflesso e se, per di più, ci consideriamo “figli” dell’UNO, questo dovrebbe significare che abbiamo creato noi quella realtà, abbiamo attratto noi quelle persone “negative”, giusto o no?

E se questo è giusto, allora spiegami:  perchè rifiutiamo la nostra stessa creazione?

Te lo ripeto? Perchè rifiutiamo la nostra stessa creazione?

Ci lamentiamo di questo Dio vendicativo e giudicante che sta nell’alto dei cieli e abbiamo intrapreso strade diverse per cercare noi stessi e la “verità”.

Strade più inclusive, strade di apertura e via dicendo, ma quello che vedo io è che noi ( alcuni o molti non mi interessa) ci comportiamo ne più ne meno come quel Dio iroso e giudicante scartando la nostra stessa creazione.

E succede anche un’altra cosa scartando ciò che non rientra nella nostra visione olistica del mondo e della vita: succede che perdiamo l’occasione di crescere proprio confrontandoci con ciò che sembra essere diverso da noi, con ciò che contraddice il nostro equilibrio o identità.

Che poi, anche questa, è una affermazione classica nella bocca di tutti: se la vita ti manda questo o quel problema, questa o quella persona, non è per caso, ma è perchè ci devi andare dentro e ti devi confrontare con quella situazione, allora perchè, al contrario, ci allontaniamo o allontaniamo quelle persone?

Si parla tanto negli ambienti spirituali che questo mondo è Maya/Illusione, quindi si fanno dei cammini per trascenderlo, che è una cosa buona, lo ripeto, ma l’illusione non è sparita: dal mondo esterno c’è la siamo portata dentro.

Te la dico anche in un altro modo: se io sto bene con me stesso, che non vuol dire che metto la maschera di chi sta bene, ma che sto bene veramente; se io sono centrato e radicato in quello che sono; se io ho costruito la mia casa su solida fondamenta, che problema potrebbe darmi un vampiro d’energia?

N-E-S-S-U-N-O

SoS Relazioni ti porterà a sentirti più radicata e centrata, ma facendo una strada, non dico contraria, ma che integra e potenzia qualsiasi altra tecnica o percorso che abbia lo stesso scopo di portarti ad essere più centrata e presente, come lo Yoga o la meditazione, solo per cirtarne due.

Allora la mia tesi è che molti percorsi o nicchie nelle quali ci mettiamo, altro non siano che dei “recinti” per persone più o meno tutte uguali, almeno perché sposano una certa filosofia o percorso, ma non sono percorsi di crescita reale.

La crescita prevede l’intreccio e lo scambio con ciò che è diverso da me, con ciò che ancora non mi do il permesso di essere e di vivere veramente.

Se per me è un problema avere a che fare con certe “cose” è perchè non sono saldo in me stesso.

Ma più di tutto, continuando a rispondere a queste ingiunzioni,

sarò constatemente scollegato da me stesso.

Da quì la ricerca spasmodica e modaiola di tecniche o attività “spirituali” per provare ad alleviare la “sofferenza” per essere distanti da noi stessi.

Può succedere che i percorsi “spirituali” che facciamo, se non sono integrati con altri approcci, da soluzione che dovrebbero essere, diventano il problema o lo accentuano:

invece di ricollegarci a noi stessi 
ci allontaniamo ancora di più

sos relazioni

Come facciamo a stare in coppia o a cercare di formarne una, se non sono collegato con me stesso?

Se non so chi sono o se chi credo di essere è solo una piccola percentuale di chi sono, mi spieghi come si fa a stare in coppia?

La coppia porta solo alla luce le nostre contraddizioni personali ed è per questo: sia una minaccia al nostro equilibrio che un’opportunità.

Allora ci credo che oggi come oggi c’è la fuga dalla coppia, i divorzi/separazioni hanno raggiunto livelli altissimi e, salvo poche eccezioni, si sta in coppia più per dovere/necessità che per altro.

Possiamo anche scappare dalle relazioni, ma i limiti che la coppia metteva in evidenza non spariranno.

Non so se sono troppo duro, ma non ho dubbi su quello che affermo.

Ci allontaniamo ancora di più da noi stessi, ma dobbiamo avere l’illusione che sia vero il contrario.

Qui torna la sublimazione che dicevo sopra.

Per non dirci la verità, amplifichiamo il contrario: dobbiamo dirci che siamo massimamente collegati a noi stessi.

Se il tutto è farcito da orpelli New Age, un’aria sognante e dell’emissione di qualche suono mistico, allora il gioco illusorio è perfetto.

La sublimazione è avere una vocina dentro che non vuoi ascoltare, ma che non puoi zittire, allora che fai?

Alzerai il volume di tutto il resto, ma perderai il messaggio che la vocina ti stava portando.

Quello che ho scritto è già molto, ma non ho finito e non voglio abusare del tuo tempo perché comunque, fino a quando non ci parleremo direttamente, non potrò mai farti arrivare del tutto il messaggio: per adesso mi accontento di scuotere un pò l’edificio.

Allora, a proposito di tempo, potresti scoprire ed approfittare dell’opportunità di risparmiare tempo e soldi con il coaching On-Line ( 30%+30% ), sempre che tu non voglia ascoltare la vocina che ti sta dicendo “cosa stai aspettando”? 🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻sos relazioni🔺 Scopri i dettagli 🔺 SoS Relazioni / Riciclo Emozionale

3c) Credenze, Valori e Convinzioni

L’ultimo livello, più superficiale degli altri, ma non per questo meno importante, è quello delle credenze, delle convinzioni e dei valori.

Il  sistema di credenze/convinzioni/valori è un’altra modalità che abbiamo di nasconderci pezzi importanti della vita.

Attraverso il nostro sistema di credenze è come se mettessimo a fuoco solo una piccola parte della “realtà”, escludendo/nascondendo tutto il resto.

Mentre prima quello che abbiamo nascosto era connesso alla nostra famiglia d’origine, adesso ci muoviamo autonomamente e decidiamo da soli ciò che può o non può entrare nel nostro sistema.

In pratica ogni stimolo/esperienza viene filtrato dal nostro sistema di credenze: se lo conferma, viene accettato e fatto entrare, ma se lo contraddice viene espulso o combattuto.

Entra in gioco un meccanismo chiamato “attenzione selettiva” , che ci permette letteralemte di “vedere” solo quello che conferma le nostre credenze.

Un altro esempio.

Se io ho la credenza di essere una persone fortunata

noterò tutte le volte che i fatti la confermano e

non vedrò tutte le volte che sono “sfortunato”.

Compro un gratta a vinci 
e noterò solo quando vinco 
e non vedrò quando perdo.

Qualsiasi cosa penserò della vita, degli altri o di me stesso influenzerà la mia percezione della realtà, capirlo con l’esempio del gratta e vinci è più facile, ma vedere come effettivamente distorciamo la realtà in tutti gli altri ambiti della vita, è un po’ più difficile e non è per tutti.

Le credenze distorcono la realtà.

( In questo senso possono essere considerate una forma di ipnosi, discorso molto interessante ma non è questa la sede per approfondire )

Se io credo che il mio compagno non mi ascolta o che mio figlio è disordinato,  noterò sempre e solo le circostanze in cui si “comportano” così, ma non vedrò tutte le volte che il mio partner mi ascolta o che mio figlio è ordinato.

Piego la “realtà” per confermare le mie credenze.

E se ho dei pensieri su me stesso tipo ” sono incapace”, allora noterò tutte le volte che sbaglio nel fare qualcosa e non vedrò tutte le altre occasioni nelle quali sono capace.

Se ti capita di accorgerti che hai fatto qualcosa bene, troverai il modo di sminuirti e magari darai il merito a qualche fattore esterno, perché te devi confermare la credenza che sei “incapace”.

Insomma, qualsiasi siano le tue credenze puoi stare certa che stanno plasmando il tuo mondo.

E non sto parlando di legge di attrazione, che ci vorrebbe un trattato, dico solo che la legge di attrazione, se non è compresa in profondità, è un’altra illusione che ci allontana ancor di più da noi stessi.

( se non sei d’accordo sono disponibile a confrontarmi per argomentare meglio e per ascoltare i tuoi di argomenti)

Ti arriva la potenza di tutto questo?

Non lo so, ma nel dubbio, mi sento di fare un’altra analogia.

Per il corpo biologico abbiamo il sistema immunitario che produce anticorpi per tutto ciò che non è riconosciuto dal sistema, e questo è a salvaguardia della vita e c’è la  salva.

Il sistema immunitario difende la nostra identità biologica.

Il sistema di credenze/convinzioni/valori è come il sistema immunitario della mente perchè difende la nostra identità.sos relazioni

Funziona così

Non vediamo tutto ciò che non conferma le nostre credenze, letteralmente, NON LO VEDIAMO.

Fai attenzione perchè questo meccanismo è molto potente nelle relazioni ed è causa dei peggio constrasti.

Hai presente quando dici al tuo compagno:

” ma come non ti rendi conto?”

” non vedi che sta succedendo questo o quello”?

” non ti accorgi che mi stai facendo male, e via dicendo”?

NO, NON lo vede, non lo può vedere, perchè noi vediamo solo ciò che  conferma il nostro sistema di credenze. ( vale anche per te )

Capisci che quando due sistemi di credenze si incontrano, sopratutto nelle relazioni strette, come la coppia o il rapporto genitori e figli, più che di un incontro bisognerebbe partire dalla consapevolezza che si tratta di uno scontro?

*Allora come si fa?

Per le ricette semplicistiche tipo manuale d’istruzioni in rete ne puoi trovare diecimila, ma non è quello che troverai quì, perchè Sos Relazioni lavora per portarti ad un livello superiore.

Ne parlo altrove nel sito, qui,  ma il primo obiettivo di SoS Relazioni non è tanto di fornirti istruzioni su cosa fare e come farlo, ma è piuttosto un manuale di navigazione che ti fornirà quello che ti serve per conoscere il mare e la mappa per navigarlo, ( Principi Attivi – li chiamo io ) così che puoi decidere autonomamente cosa è giusto fare non fare per te in una determinata situazione.

*La risposta a “come si fa” è che il primo passo consiste nel diventare consapevoli almeno di questa verità: ogni persona ha un suo sistema di credenze che cercherà di difendere a tutti i costi, dall’altro lato cercherà di imporlo sull’altro e questo vale in ambedue le direzioni.

Questo primo passo serve solo per iniziare a mettere in dubbio qualche certezza e questo inizierà ad aprire il campo ad altro.

Senza fare questa preliminare operazione ogni tentavivo di cambiare o migliorare qualcosa, che sia nostro personale o della relazione, avrà poche possibilità di successo.

Ma ammettiamo il caso che qualcuno, come potrebbe essere adesso leggendo queste righe, riesca a farti vacillare, mettendo in dubbio le tue certezze  e farti intravedere qualcosa che è oltre la fortezza : cosa fai?

Succede che continuerai a difendere il tuo territorio mentale disattivando la potenziale minaccia di un altro punto di vista: lo facciamo attraverso le difese resistenze, non posso fare un elenco adesso, ma sono tante, fidati.

Il punto è che il mio sistema di credenze, che poi determina quello che può arrivare alla mia consapevolezza e cosa no, dovrebbe essere saldo come una roccia e allo stesso tempo mutevole come l’acqua perché,  ogni sistema che non si rinnova, è tendenzialmente poco vitale e destinato a spegnersi.