Spazzatura Relazionale: chi la butta? [ SoS Relazioni]

In tutte le relazioni, a partire da quella con noi stessi, si crea sempre, e dico sempre, del “materiale di scarto” o spazzatura relazionale, che  spesso nessuno vuole vedere..

É la stessa cosa che succede con la spazzatura vera: per tanti anni abbiamo fatto finta di non vederla, ci bastava buttarla nel cassonetto e poi non erano più affari nostri.

Ma oggi ci siamo svegliati è sappiamo che era un’illusione, perchè tutti quei rifiuti stanno tornando indietro, contaminano il cibo, l’acqua e l’aria che mangiamo, beviamo e respiriamo.

Allo stesso modo, tutti gli scarti relazionali stanno tornando indietro e stanno contaminando il “cibo, l’acqua e l’aria” che mangiamo, beviamo e respiriamo nelle nostre relazioni.

Far finta che i rifiuti  non ci riguardino non va più bene, ma non abbiamo ancora la stessa consapevolezza per quel che riguarda la spazzatura emotiva/relazionale: ancora facciamo fatica ad accetarne l’esistenza.

Ma questa cecità, questo voler girare la testa dall’altra parte, non funziona più, perché la spazzatura relazionale sta minando alla base tutte le nostre relazioni. in primis sempre quella con noi stessi.

La spazzatura la possiamo vedere come un ostacolo che non vogliamo, oppure come una parte integrante della vita, con il suo valore, che puo’ essere trasformata in carburante per far crescere le cose.

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè, ma cantare una canzone non è la stessa cosa di applicare veramente la metafora alla nostra vita.

Allora: Chi butta la spazzatura? [ S.o.s. Relazioni ]

in ogni relazione, a partire da quella con noi stessi, si forma sempre, e dico sempre, una parte di scarto;

il problema è che nessuno vuole averci a che fare, fino a quando la discarica non è piena.spazzatura relazionale

Prova a pensare al cibo: quando mangiamo qualcosa che ci piace, come il nostro cibo preferito, non  assimiliamo tutto, non possiamo pensare di trattenere tutto dentro, no?

C’è sempre una parte che dobbiamo scartare, c’è sempre una parte di rifiuto che si crea. Insomma, regolarmente, e se non sei regolare son dolori, bisogna andare in “quel posto”, punto.

É così con il cibo, è così in natura, ed è così in ogni altro ambito della vita.

Le scorie:

  1. vanno buttate.
  2. vanno gestite.
  3. ed è importante cercare di produrne meno.

Purtroppo questa è una verità che non viene quasi mai contemplata, ne accettata e viene nascosta per motivi molto antichi e profondi, che non posso approfondire in questo articolo,

ma puoi iniziare a chiederti:

  • é così?
  • sento che è così?
  • posso riconoscere che è così?
  • o non accetto che è così?

Prendiamo ad esempio la coppia, ma la stessa cosa succede con i figli, sul lavoro, con noi stessi: abbiamo solitamente due grandi categorie:

  1. le coppie che non contemplano neanche minimamente  ci possa essere del negativo ( spazzatura )  nella loro relazione.
  2. le coppie che, all’opposto, vivono “solo” di negativo:  il meccanismo è lo stesso ma invertito.

Nel primo caso la relazione si basa molto sul negare il negativo; nel secondo invece il negativo è il carburante e la base della relazione. ( trovare sempre un pretesto per litigare; addossarsi continuamente colpe; etc)

Sei nel primo o nel secondo caso?

E quale pensi sia meglio?

Verrebbe da pensare che sia meglio vivere solo al positivo, ma non è così anzi, in alcuni casi è vero proprio il contrario.

  • Chi vive in prevalenza di negativo è come si fosse  “allenato” per affrontarlo quando si presenterà veramente.
  • Per chi vive solo di positivo, il presentarsi del negativo potrebbe essere, invece, un evento traumatico che manda all’aria tutto.

La verità è che sono due opposti, due estremi che vanno bilanciati: non possiamo vivere bene solo al positivo, che che ne dicano tutti i sostenitori del pensiero positivo e para-gurate  simili, così come non si può vivere solo al negativo.

Le persone che incontro, sia nel mio lavoro che nella vita di tutti i giorni, hanno spesso molta difficoltà nel  bilanciare e vivere tutti e due gli opposti.

Altre persone hanno la consapevolezza di questo, ma spesso è più una comprensione di testa, intellettuale, che un vero e proprio modo di vivere.

Detta più semplicemente:

sappiamo che è così, ma non vogliamo che sia così.

Perché? Beh, questo in un altro articolo…, oppure scrivimi di te e ne parliamo.

Se viviamo solo al positivo dopo un po’ ci stanchiamo, ci annoiamo, sentiamo che manca qualcosa. Allora ci mettiamo alla ricerca di un altro partner illudendoci che posso cambiare qualcosa.

Oppure quando c’è della spazzatura, non ne cogliamo il significato profondo, la banalizziamo, cerchiamo di non vederla, fino a quando non si ripresenterà, magari sotto altra forma, ma sempre con lo stesso messaggio.

Allora chi inizia a buttare la spazzatura?

Il Coaching Effetto Zen si propone di aiutarti nello smaltimento, ma sopratutto per iniziare a capire come si creano i rifiuti, non per eliminarli, perché non è possibile, ma almeno per ridurli e, ancor di più, imparare a gestirli correttamente.

Ma la cosa più intrigante è l'economia circolare: 

come rimettere nel ciclo produttivo i rifiuti?

Nel nostro caso diventa: come possono diventare i rifiuti una parte importante per far crescere la mia vita e tutte le mie relazioni?

Ho studiato un approccio alle relazioni che ho chiamato: S.o.S. Relazioni, funziona così:

  • facciamo un primo incontro gratuito via Skype, per Torino e non; a Torino anche di persona.

In questo primo colloquio ci conosciamo e vediamo insieme se e come procedere.

Se decidiamo di proseguire allora:

  • faremo altre tre sessioni, sempre su Skype o di persona a Torino.

Gli obiettivi di queste tre sessioni sono molteplici e possono cambiare da persona a persona, ma proverò a riassumerne qualcuno.

  1. Dare una scossa alla  situazione perché magari hai solo bisogno di “vederla” con occhi nuovi.
  2. Capire che cosa è in tuo potere e che cosa puoi fare per migliorare le cose, piuttosto che pretendere dagli altri.
  3. Cambiare qualcosa, anche quella che può sembrare una piccola cosa, può avere degli effetti sorprendenti su situazioni che ci sembravano senza soluzione. ( questo punto corrisponde ad un grande principio: più agiamo sul problema più il problema sembra aggravarsi, e molte volte è così. Per questo si cerca: o di agire in modo diverso, o di agire  non direttamente sul problema.
  4. Scegliere e decidere di fare un percorso più profondo con me, oppure qualche altre cosa che abbiamo capito essere importante per te.

Ho pensato a questo tipo di intervento  breve [ S.o.S.  ] perché molti continuano a rimandare perché non hanno tempo o pensano di non averlo.

Poi ho pensato di farlo anche on-line via Skype, sia per risparmiare tempo, sia perché ho la presunzione di avere competenze efficaci che non voglio limitare alla sola Torino.

L’articolo è finito, spero che in qualche modo ti sia servito e che abbia stimolato la tua curiosità.

Uso sempre una frase per chiudere:

°puoi continuare a rimandare, puoi continuare a fare le stesse cose o addirittura continuare a non fare niente, in tutti questi casi i risultati già li conosci, no?

°oppure puoi uscire dall’indecisione, mi chiami o mi scrivi e noterai che solo fare questa azione ti porterà già giovamento.

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, ma è perché non osiamo  che sono difficili. ( Seneca )

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Chiamami:  Paride 3332208735

Scrivimi: coaching@effettozen.com

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